~Orazione
Funebre~
a Gianpiero Alvisi
Volontario della
Misericordia
Dirigente dell'UGEM dal 1996 al 1999
deceduto il 25 novembre 2000 durante le operazioni per
l'Alluvione a Lucca
(27 Novembre 2000 -
Cattedrale di Lucca)
In questo momento,
quando abbiamo ancora gli occhi gonfi di lacrime
troppo a lungo represse,
Giampiero,
non ti meravigliare
se ti diciamo che al fondo del nostro intimo
proviamo un po di invidia per te.
La nostra è invidia bonaria,
Giampiero,
linvidia che solo gli amici sanno provare
e che è fatta di stima e di affetto,
di desiderio di assomigliare.
Ti invidiamo
perché tu non hai buon senso.
Perché tu sei un entusiasta,
di quellentusiasmo dei bambini,
che sognano,
e che fanno diventare i loro sogni una meta da raggiungere.
E vi puntano dritto,
incuranti delle convenienze e delle convenzioni,
convinti
di poter raggiungere la propria meta
per il solo fatto di averla sognata.
Noi,
Giampiero,
abbiamo sognato assieme
di essere mani della Divina Misericordia.
Qualcuno di noi ha detto di aver scoperto che era solo un sogno,
ed ha smesso di sognare.
Qualche altro ha provato a vivere il sogno,
ma vi ha messo troppo buon senso
ed il sogno,
dovendosi confrontare con la realtà,
è diventato un incubo.
Altri ancora hanno provato a piegare il sogno alle loro personali esigenze:
le esigenze sono rimaste insoddisfatte ed il sogno è svanito.
Tu, invece,
hai lasciato che questo sogno ti prendesse,
attimo dopo attimo,
che fluisse liberamente nella tua vita,
permeandola,
fino a diventare la tua vita stessa,
fino a farlo diventare una tua personale leggenda
da vivere intensamente,
interamente.
Noi ti invidiamo
perché tu sei riuscito a vivere
questa tua leggenda personale
ed hai ricevuto il privilegio grande,
raro,
di lasciare questa vita vivendola.
Noi ti invidiamo,
Giampiero,
perché tu sei un volontario della Misericordia.
Tu non sei un tipo semplice.
Sei testardo, cocciuto, pieno di difetti e di debolezze.
Hai sbagliato,
spesso.
Ti sei illuso,
spesso.
Vivere ti è costato caro
e sei stato colpito duramente lungo il tuo cammino
ed hai assaporato lamarezza del sentirti solo con te stesso.
Ma non hai consentito allamarezza
di aver ragione della tua sensibilità danimo,
alla cocciutaggine di offuscare le altrui ragioni,
alla disillusione di sostituire lentusiasmo,
agli errori di rappresentare un ostacolo,
insormontabile e definitivo,
alla prosecuzione del tuo cammino
ed alla tua intima crescita personale.
Questo ti rende un volontario da invidiare.
Il fatto di essere così distante dallo stereotipo delleroe forte e buono,
senza macchia e senza paura.
Il fatto di essere fatto di carne,
di debolezza e di paura,
di errori e di illusioni.
Così simile alla gente verso la quale sei corso in aiuto
e che ancora non sapeva
e non voleva credere
che le debolezze e le paure,
gli errori e le illusioni,
potessero essere vinti.
Noi ti invidiamo
la fiducia nel potersi migliorare
nonostante le cadute, gli errori e le paure.
Te lo abbiamo detto
Giampiero,
la nostra è invidia bonaria,
linvidia che solo gli amici sanno provare
e che è fatta di stima, di affetto,
di desiderio di assomigliare.
Giampiero credi,
è possibile invidiare una vita che muore
senza perdere amore per la vita.
E possibile
se quella vita è stata una vita profondamente amata
e profondamente vissuta.
Anzi, lesempio di una vita,
così intensamente amata e vissuta,
diventa uno stimolo
affinché i sogni tornino ad essere mete da conquistare,
affinché il buon senso non li corrompa in incubi,
affinché il calcolo non li uccida.
Ora,
Giampiero,
la Divina Misericordia
a cui hai prestato le tue mani fino ad oggi
ha deciso di affidarti una nuova missione.
La tua improvvisa partenza
ci ha impedito di parlare ancora,
di chiarire,
di spiegare
e siamo qui attoniti,
con gli occhi gonfi di lacrime,
con la insopportabile sensazione
di essere stati bruscamente interrotti nel dialogo
che avevamo con te.
Giampiero, parlaci!
Parlaci ancora dei nostri sogni,
se non con il suono delle parole,
fallo con il calore del ricordo.
Aiutaci a comprendere
che a ciascuno di noi
è dato un luogo ed un tempo
nel quale trasformare il proprio sogno in realtà,
nel quale amare la vita
tanto da non contarne i giorni,
né i mesi,
né gli anni,
perché, fosse anche solo per unora,
è degna dessere stata vissuta.
Questo ci aspettiamo ancora da te.
E questo sentiamo vibrare dentro di noi
mentre ti accompagniamo in questultimo viaggio terreno.
Da dove il Vero è più del vero,
tu ora puoi ascoltare il respiro
affannoso
dei nostri cuori
.
e puoi riscaldarli.
Per quello che hai fatto,
per quello che sei stato per ciascuno,
e per tutti noi,
ma soprattutto per ciò che sei per noi
.
ora
e per ciò che continuerai ad essere per noi
Giampiero
Dio te ne renderà merito.
(Gli amici, i compagni di tante avventure e di tante fatiche, hanno voluto accompagnare Giampiero con un ultimo saluto prima della inumazione dando incarico a Andrea Cavaciocchi di trascrivere i loro sentimenti nell'Orazione Funebre che è poi stata letta, al termine dell'Ufficio Religioso nella Cattedrale di Lucca, da Enrico Luchi a nome di tutti i volontari delle Misericordie)