9 luglio 2004 (EMail)

"Riflessioni di un Governatore"



Sono trascorsi poco più di dieci giorni dall'Assemblea Nazionale delle Misericordie, svoltasi a Roma sabato 19/05/04, e ancora ripenso al malessere, alla tristezza, all'incertezza, ai dubbi di vario genere, ai piccoli capannelli e infine al risultato globale di tale riunione, che, credo, abbia lasciato l'amarezza in bocca a tutti i Confratelli.

Se fossero state presenti persone estranee al movimento e se ci fosse stata la stampa o la TV a documentare quanto stava accadendo, penso proprio che oggi dovremmo vergognarci ancora di più nel constatare quanto poco "spirito di Verità e di Misericordia" animi il nostro antico e magnifico movimento.

Come uomo e come Confratello mi sento a disagio per coloro che, credo fermamente, non possono dormire sonni tranquilli, che vivono ancorati ad un "seggiolone" non certo "di servizio", ma solo di potere.
Un potere che non è consono ai fratelli delle Misericordie e che personalmente giudico dannoso sia per chi lo esercita sia per noi Misericordie Consorelle.
Speriamo che cambi radicalmente la nostra Confederazione Nazionale, e che si possa uscire dall'inquinamento e nuovamente assaporare un'aria pulita e tersa.

Tra le altre cose sono stato costretto ad assistere a Roma ad un soliloquio da parte del Presidente dei Probiviri (che sono stati eletti anche per redimere le liti) per una certa iniziativa del nostro Vice-presidente Giuseppe De Stefano che, per ragioni strettamente personali, era assente e non poteva difendersi.
Questo "Signore" ha dato veramente un esempio marcato di indelicatezza e di scorrettezza parlando e facendo nomi di persone che non erano presenti.
E tutto ciò affermato da un appartenente ai "Probiviri" è ancora molto più grave.

Vorrei dire tante cose, vorrei riuscire a dipanare tante perplessità, tanti dubbi, ma Dio è misericordioso e, se gli uomini non riusciranno a guardarsi negli occhi, penserà Lui a far ritrovare a tutti uno spirito cristiano e una tranquillità interiore che sono le vere basi della nostra esistenza.

Con infinita tristezza, ma con la consapevolezza di chi ha la coscienza tranquilla termino con il nostro bellissimo motto: "Che Dio ve ne renda merito"


Il Governatore
della Misericordia di Castiglion F.no
Gaetano Papponi



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