26 novembre 2004 "La protezione Civile del terzo millennio" (Documento di apertura della sessione sulla Protezione civile presentato dal Consigliere Nazionale Mario Davini) Introduzione La Conferenza di Napoli, che viene a cadere a poche settimane dalla nomina del Direttore, deve essere vista come la prima occasione, di altre che verranno a seguire, per discutere insieme non solo dei cambiamenti e delle novità che si stanno prospettando per il futuro della Nostra Protezione Civile, ma soprattutto per riprendere da "Quel Punto" al quale eravamo rimasti, dove la Protezione Civile delle Misericordie era il forte movimento che noi tutti abbiamo conosciuto e condiviso e che oggi non chiede altro che "rinascere" da quelle macerie e dal "vuoto" che si è venuto a creare negli ultimi anni.
Per fare tutto questo si dovrà dare voce a tutto il movimento e soprattutto alla "base", si dovrà cercare di ricompattare le divisioni del passato e, soprattutto, la Protezione Civile delle Misericordie a qualsiasi livello, sia esso Nazionale o Locale (Province, Regioni) dovrà riappropriarsi della propria entità e del proprio ruolo strettamente tecnico ed indipendente da qualsiasi influenza e/o ingerenza politica che possa snaturarne la vera natura.
Spunti per la discussione Analizzando la situazione attuale della Protezione Civile Italiana, denotiamo, soprattutto in base alla modifica del titolo V° della Costituzione, come il principio di sussidiarietà sul quale l'intero Servizio Nazionale di P.C. si basa, stia con difficoltà cercando di trovare un assestamento ai fini di migliorare la risposta operativa soprattutto a livello regionale, provinciale e comunale. Ripercorriamo brevemente i passaggi legislativi avutisi in Italia, almeno quelli più importanti.
Legge quadro sul volontariato (L.266/91) con la quale viene riconosciuto il valore del volontariato associato come espressione di solidarietà, partecipazione e pluralismo, sostenendone cultura e sviluppo organizzativo. Istituzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile (L.225/92); con essa viene riconosciuto al volontariato il ruolo di struttura operativa nazionale come parte integrante del sistema pubblico al pari delle altre componenti istituzionali. DPR 613/1994, oggi 194/2001 recante le modalità di partecipazione delle associazioni di volontariato alle attività di Protezione Civile. Circolare di P.C. 5114/2002,che vede l'innovazione dell'apertura del Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il tentativo di ridurre la burocrazia tra volontariato e Stato centrale con il decentramento amministrativo in seno alle autonomie locali (Regioni,Province e Comuni).
La necessità della riduzione degli aspetti burocratici ed una chiara identificazione delle competenze a livello locale è condiviso dalle Associazioni di volontariato operanti in Protezione Civile perché vi è da sempre la necessità di dare una risposta operativa immediata su tutto il territorio nazionale. Qui è la prima annotazione: in quanto tempo tutte le Regioni d'Italia si uniformeranno sia nell'aspetto organizzativo che operativo in ugual misura? Quando l'attuale sistema operativo potrà contare sulle realtà esistenti veramente sul territorio, costrette a dividere, (una parte per la gestione ordinaria, una per la struttura confederale, una a disposizione delle Regioni) a volte a discapito del riconoscimento della 225/92, il proprio personale volontario, i propri mezzi e attrezzature?
La struttura nazionale di P.C. delle Misericordie d'Italia, UGEM, in seno alla vastità delle tematiche da affrontare, si pone quindi in una posizione di centralità per migliorare tutto il sistema operativo e qualitativo delle Misericordie disponibili a collaborare in protezione civile, dando input di ascolto a tutte le diverse realtà territoriali italiane con una adeguata formazione ed intervento operativo e organizzativo,al fine di capillarizzare su tutto il territorio nazionale una pronta risposta alle emergenze di vario tipo.
Vi è quindi l'esigenza che l'UGEM attui anche una buona concertazione sia a livello nazionale, con il DPC, sia a livello decentrato. Occorre stabilire con chiarezza quale possa essere l'azione dell'UGEM a livello locale.
E' necessaria poi una riflessione su quello che sarà l'assetto organizzativo della futura P.C. comunitaria.
Si legge nel preambolo della Costituzione Europea alla Sez. 6 Protezione Civile art.III-284 che: L'Unione incoraggia la cooperazione tra gli Stati membri al fine di rafforzare l'efficacia dei sistemi di prevenzione e di protezione dalle calamità naturali o provocate dall'uomo. promuovere una cooperazione operativa rapida ed efficace all'interno dell'Unione tra i servizi di protezioni civili nazionali; favorire la coerenza delle azioni intraprese a livello internazionale in materia di protezione civile.
Alla luce di tutto questo ed in particolare modo, alla luce del cambiamento verso i nuovi rischi (NBC,attacchi terroristici) da affrontare con risposte di previsione prevenzione e pianificazione vi è il bisogno di lavorare in maniera unitaria soprattutto perché non pronti e privi dei mezzi e delle attrezzature per poter affrontare i rischi e soprattutto proteggere la popolazione. Lo studio di una visione regionale all'interno dello Stato Italiano deve quindi integrarsi a pieno con la visione europeistica ma,deve consentire alle Associazioni di Volontariato di operare al pari del dettato della L.225/92 che rimane comunque la fonte e la base principale dell'intero sistema operativo nazionale.
L'UGEM, struttura nazionale di Protezione Civile, alla luce del recente insediamento della struttura stessa si pone come obbiettivo primario, in questa sede, la discussione circa le modalità attraverso le quali creare sia a livello locale, nazionale ed europeo, un modello di risposta organizzativa ed operativa immediata ed efficace, come da sempre il nostro movimento è stato capace di fare.
Per far questo però vi è bisogno della collaborazione di tutte le Misericordie, avendo sempre presenti i fini e i principi ispiratori del nostro Movimento che non possono essere imbrigliati in nome di nessuna normativa nazionale o locale, trattandosi di valori universali.
Napoli, 26 novembre 2004
Mario Davini Consigliere Nazionale
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