EMail del 11 febbraio 2004 "Un giorno, alcuni anni fa..."
Un giorno di alcuni anni fa, insieme ad autorevole Consorella, ripercorrevo un po' della storia delle Misericordie e mi rimase impresso il senso di umiltà e l'abbandono alla provvidenza: due concetti che hanno dato la possibilità alle Misericordie di essere sempre presenti a fianco della Comunità. Ma una cosa ricordo in particolare: l'esporre un lumicino davanti l'ingresso della sede era simbolo di richiesta di un aiuto economico per le attività dei confratelli, appello al quale prontamente la comunità rispondeva, ed in maniera generosa. Quel concetto di umiltà che ancora oggi si può leggere in una targa posta sulla facciata della Venerabile Arciconfraternita di Firenze in Piazza Duomo "Elemosina per i poveri".
Oggi parliamo di 5 %, 3 %, consorzi, associazioni di associazioni, cooperative e via dicendo. Nessuno più accende un lumicino: bene! E' giusto! I tempi sono cambiati! Lessi una volta che le Misericordie progrediscono e si evolvono al passo con i tempi, ma con il senso della storia.
Parliamo di organismi Regionali, Provinciali, Coordinamenti, ma, con sincerità, mi chiedo se lo facciamo perché vogliamo rendere un servizio migliore alla gente oppure perché ... Chissa?
Ho sempre creduto fermamente nell'unità e nel ruolo centrale della Confederazione. Certo, le misericordie oggi si trovano a dovere subire un prelievo del 5 % dalle convenzioni, in modo particolare in Toscana; in altre regioni, dove non avviene, magari alcune Misericordie eludono la presenza confederale. Mi chiedo il perché di questa resistenza. Forse perché l'attività confederale non rispecchia le esigenze della periferia più lontana nonostante le consistenti risorse economiche, anche in emolumenti, che profonde? Forse sono troppi i funzionari o troppi contratti di collaborazione ?
Da siciliano (e mi onoro di esserlo), considerato il lungo ed infruttuoso intervento confederale per risolvere il serio problema del 118 in Sicilia, potrei cogliere l'occasione per richiedere un organismo regionale che consenta di gestire la questione in loco, senza intromissioni esterne, senza detrazioni del 5 o 3 % dalle convenzioni che si andrebbe a firmare.
In questo momento non credo sia la strada da percorrere. Anzi proprio adesso la centralità della Confederazione deve essere l'unico punto di riferimento delle associate. Ed è la stessa Confederazione che deve rispondere in maniera chiara, forte e risolutiva delle problematiche del territorio: guardando alle diversità, sia storiche che normative; avvalendosi dei rappresentati in loco che possono e devono utilizzare tutte le potenzialità che la Confederazione possiede, siano esse quelle politiche o quelle dell' UNITA' delle Consorelle.
La storia ci aiuta a guardare il futuro. AGIRE DIVISI E COLPIRE COMPATTI, questo è il concetto da adottare e non DIVIDERE PER IMPERARE.
Messina, 11 febbraio 2004
Guglielmo Delia Consigliere Nazionale
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