Rapporto
di Amnesty International (20 giugno 2005) "Permanenza
temporanea, diritti permanenti"
Comunicato
stampa del 20 giugno 2005
'ANCHE I RICHIEDENTI ASILO E I MIGRANTI HANNO DIRITTI': RAPPORTO DI
AMNESTY INTERNATIONAL SUI CPTA IN ITALIA
L'Italia sottopone a detenzione un numero sempre crescente di richiedenti
asilo, in violazione degli standard del diritto internazionale dei
rifugiati. Nel suo ultimo rapporto, Presenza temporanea, diritti
permanenti, presentato oggi a Roma, Amnesty International rivela una serie
di violazioni dei diritti umani cui i cittadini stranieri vengono
sottoposti durante la detenzione nei Centri di permanenza temporanea e
assistenza (Cpta), ed esprime preoccupazione circa la possibilita' che
problemi simili possano verificarsi anche nei centri di identificazione.
'La detenzione e' una sanzione estrema per le persone che non hanno
commesso alcun illecito penale. I richiedenti asilo possono essere
detenuti soltanto in circostanze eccezionali, come prescritto dagli
standard internazionali', si legge nel rapporto. 'Similmente, la
detenzione dei migranti entrati o presenti in Italia senza
autorizzazione andrebbe applicata soltanto nelle circostanze previste
dalla legge, e conformemente ai principi internazionali dei diritti umani'.
Ogni anno l'Italia espelle o rifiuta l'ingresso a migliaia di cittadini
stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo, sulla base del loro tentato
o effettivo ingresso illegale o soggiorno irregolare.
Nell'attesa dell'espulsione, molte di queste persone sono detenute nei
Cpta, a volte anche fino a 60 giorni.
La legislazione entrata in vigore due mesi fa consente la detenzione della
maggior parte dei richiedenti asilo in 'centri di identificazione' mentre
le loro richieste di asilo vengono esaminate con una procedura accelerata.
Il rapporto contiene dettagliate denunce secondo cui persone detenute nei
Cpta sono state sottoposte ad aggressioni fisiche da parte di agenti delle
forze dell'ordine e del personale di sorveglianza e alla somministrazione
eccessiva e abusiva di sedativi e tranquillanti. Molte persone incontrano
difficolta' nell'accedere alla consulenza di esperti, necessaria a
contestare la legalita' della loro detenzione e del relativo ordine di
espulsione. La tensione nei centri e' alta, con frequenti
proteste, inclusi tentativi di fuga e alti livelli di autolesionismo.I
centri sono spesso sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di
vita contrarie alle norme dell'igiene e cure mediche non soddisfacenti.
Gli Stati detengono la potesta' di controllare l'ingresso, il soggiorno e
l'espulsione dei cittadini stranieri dal proprio territorio.
Essa, tuttavia, deve essere esercitata nel rispetto delle leggi e degli
standard internazionali in materia di diritti umani e di diritti dei
rifugiati. L'esercizio della sovranita' statale non puo' avvenire a
scapito dei diritti umani fondamentali dei richiedenti asilo e dei
migranti, qualunque sia il loro status giuridico.
Vi e' una crescente restrizione dell'accesso ai Cpta e le richieste
avanzate da Amnesty International sono state sinora rifiutate.
Per quanto non sia possibile confermare la totale veridicita' di tutte le
denunce concernenti i centri, queste sono rese credibili dal loro numero,
coerenza e regolarita', e dalle conclusioni degli organismi
intergovernativi e di serie organizzazioni non governative nazionali e
internazionali.
Molte persone nei Cpta incontrano difficolta' nell'accedere alla procedura
di asilo, con il conseguente rinvio in paesi dove sono a rischio di gravi
violazioni dei diritti umani. Durante l'ultimo anno, piu' volte l'Italia
ha espulso interi gruppi di persone detenute dopo essere giunte via mare,
senza un'adeguata considerazione di ogni situazione individuale, in
violazione degli standard internazionali dei diritti umani e del diritto
dei rifugiati. Il modo in cui il governo affronta gli arrivi via mare sta
seriamente compromettendo il diritto fondamentale di chiedere asilo e il
principio di non-respingimento, che proibisce il rinvio forzato di
chiunque verso un territorio in cui possa esservi un rischio di violazioni
gravi dei diritti umani.
Amnesty International ha elaborato una serie di raccomandazioni, che
chiede alle autorita' italiane di considerare in via prioritaria. In tali
raccomandazioni vengono sottolineati i principali standard internazionali
gia' applicabili alle persone trattenute nei Cpta e nei centri di
identificazione e sono evidenziate linee guida sulle procedure di 'rinvio
forzato' di cittadini stranieri, adottate dal Consiglio dei Ministri del
Consiglio d'Europa nel maggio 2005 e nelle quali si richiamano i diritti
esistenti sulla base delle norme internazionali.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani, 'e' giunto il momento che le
autorita' italiane riconsiderino profondamente la loro attuale politica,
legislazione e prassi circa la detenzione, le condizioni ed il trattamento
dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo, assicurandone un
adeguamento agli standard internazionali dei diritti umani e del diritto
dei rifugiati'.
Al
testo del Rapporto Completo
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