Da L’Espresso n°42 - anno LI – in edicola il 23 ottobre 2005
ILCENTRO DELLA VERGOGNA
ATTUALITA’Grand Hotel Lampedusa
Deportazioni di immigrati. Pulizie dell'ultim'ora. Così il Cpt è stato preparato per l'ispezione del Parlamento Uè
di Fabrizio Gatti
Ci sono le immagini degli immigrati con i polsi legati da lacci di plastica.
E quelle degli stranieri costretti a fare il saluto militare, ma qualcuno anche il saluto nazista.
E poi c'è l'europarlamenrare della Lega, Mario Borghezio, che assiste alle deportazioni verso la Libia e si lamenta per l'ispezione della Commissione libertà civili dell'Europarlamento: "Ce li abbiamo sempre tra i coglioni", dice.
Un video inchioda il governo italiano sulla visita degli europarlamentari il 15 settembre al centro per immigrati di Lampedusa.
E da ragione alle accuse dell'inglese Jean Lambert: "L'Italia ha tentato di ingannare il Parlamento europeo. Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu deve rispondere a Strasburgo".
Non è un video segreto, ma un documentario autorizzato tanto che i cameramen sono potuti salire sugli elicotteri e le motovedette della Finanza.
Va in onda in esclusiva su La" sabato 22 ottobre alle 21: "Ultimi giorni a Lampedusa", è il titolo del film in presa diretta.
Racconta cosa e successo sull'isola prima e dopo l'arrivo della delegazione europea: dai giorni delle grandi pulizie fino al ritorno alla drammatica quotidianità quando nella grande gabbia di filo spinato entra anche Bilal Ihrahim el Habib, il finto clandestino-giornalista de "L'espresso" che, senza saperlo, viene anche lui filmato.
I giorni che precedono l'ispezione, le telecamere inquadrano centinaia di persone in fila al porto di Lampedusa o sulla pista dell'aeroporto.
E’ l'operazione di svuotamento del centro, che il governo ha sempre smentito.
Gli stranieri vengono caricati su una nave o su aerei dell'Alitalia e dell'Aeronautica militare.
E molti hanno i polsi legati con lacci di plastica.
Un uomo piange mentre scompare nella pancia di un cargo, un altro saluta qualcuno al di là del filo spinato.
Grazie a questa operazione la Prefettura di Agrigento. che gestisce il centro di Lampedusa e ora anche l'inchiesta dopo il reportage de "L'espresso", fa trovare alla delegazione di Strasburgo soltanto 11 reclusi. E condizioni igieniche che Mario Borghezio definisce da «hotel a cinque stelle".
Borghezio, membro della Commissione libertà civili, ai colleghi stranieri ha sempre detto di essere arrivato a Lampedusa la sera prima dell'ispezione e ha poi spiegato con altri esponenti di Forza Italia e An che il centro era vuoto perché in quei giorni non c'erano stari sbarchi.
Ma si smentisce la mattina del 15 settembre mentre rivela a un giornalista il programma della delegazione per il pomeriggio.
E la telecamera lo riprende: "Alle tré siamo al centro. Io sono già stato ieri ", racconta Borghezio " ho assistito a questa partenza. Una cinquantina di clandestini, mi pare, sono stari portati in Libia".
Secondo quanto scoprono i realizzatori del documentario, Borghezio arriva a Lampedusa il 13 settembre col volo Air One partito da Roma alle 10.20.
Il giorno della visita gli europarlamentari italiani Claudio Fava iDsl e Giusto Catania (Rifondazione) protestano perché scoprono di essere stati presi in giro dalla Prefettura di Agrigento e dal ministero dell'Interno.
E protestano gli stranieri, come la socialista francese Martino Roure, capo delegazione. che sul quotidiano "Le Monde" accusa il governo italiano di aver messo in scena una «carnevalata».
La visita è davvero importante.
Era stata chiesta dal Parlamento europeo in aprile con una risoluzione votata in aula dopo che la Prefettura di Agrigento e il Viminale avevano impedito una verifica sulle condizioni di detenzione e sui rimpatri in Libia perfino agli inviati dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Ma il ministero dell'Interno respinge le proteste degli europarlamentari: "Accuse infondate" dicono i portavoce. È la linea del Viminale. Anche dopo il reportage de "L'espresso", Pisanu sostiene di non avere mai avuto notizia di abusi.
"Via nel migliore dei casi è una svista del Ministero, una dimenticanza o un clamoroso errore"
Perché proprio su Lampedusa la Corte europea per i Diritti dell'uomo ha aperto procedimenti contro
l'Italia su ben 300 denunce di abusi e violazioni dei diritti umani.
Procedimenti tutt'ora in corso sui quali lo staff legale del ministro Pisanu ha dovuto rispondere.
Nella stessa settimana della visita un'altra coincidenza incuriosisce gli europarlamentari.
Perché in quei giorni le navi cariche di immigrati, invece di puntare come sempre su Lampedusa, arrivano fino in Sicilia.
L' 11 settembre il viaggio di 170 persone finisce in tragedia: 12 stranieri annegano a poche bracciate dalla costa, a Gela.
È il Consiglio italiano per i rifugiati a porre la domanda: perché quella nave non è stata segnalata dai radar o dagli aerei ricognitori, come invece è sempre avvenuto prima e dopo la visita dell'eurodelegazione?
La prima barca torna a Lampedusa la sera di lunedì 19 settembre.
È carica di profughi scappati dall'Eritrea e dall'Etiopia.
Altro sbarco la sera di venerdì 23 settembre: 198 persone, tra le quali l'inviato de "L'espresso".
E ancora sabato 24. Quel giorno la troupe di La7 riprende il salvataggio di 24 ragazzi egiziani e palestinesi alla deriva su un gommone: erano partiti in 30, sei sono stati portati via dalle onde.
Trasferiti nel porto di Lampedusa, qualcuno ruba dal gommone le taniche con la benzina avanzata.
E le telecamere continuano a riprendere.
Non si spengono nemmeno intorno al centro di detenzione.
Ce ne sono due nascoste che registrano vita e abusi nel recinto di filo spinato.
In una sequenza qualcuno fuori campo impone agli immigrati oltre il cancello di mettersi sugli attenti e fare il saluto militare.
Poi si passa al braccio alzato, ma pochi imitano il saluto nazista.
"L'idea di andare a vedere cosa succede a Lampedusa ci è venuta dopo l'intervista dell'ex ministro dei Ds Giorgio Napolitano al "Corriere della Sera" il 2 luglio - racconta Mauro Parissone, direttore dell'agenzia televisiva H24 che con Roberto Burchielli sta realizzando una serie di 12 film per la trasmissione "Così è la vita" di La7.
"Napolitano, che con Livia Turco ha firmato la legge che istituisce i cpt, sostiene che chiuderli è da irresponsabili. Se dice una cosa del genere, pensiamo, si sarà informato. Noi ne sapevamo poco. Ci sono le immagini dei barconi stracarichi. Poi però dei clandestini si perdono le tracce. Decidiamo quindi di inserire Lampedusa nelle ipotesi per il programma di La7. E grazie ai teleobiettivi e a potentissimi microfoni direzionali, siamo in grado di registrare 24 ore su 24 tutto ciò che accade nel centro".
A cominciare dalle pulizie prima della visita del 15 settembre: "Scopriamo che è stata un'operazione di grandi pulizie. C'era un viavai di autobotti di spurgo, fabbri e carpentieri dall'alba al tramonto. Alla fine arrivano coperte e materassini nuovi. Scopriamo anche che gli 11 stranieri rimasti nel centro hanno un rapporto molto, ma molto stretto con i carabinieri e gli addetti della Misericordia. Ci viene da pensare: non è che sono informatori? Ultimo tocco il 14 settembre: tra i due prefabbricati principali vengono installati tiranti e teli da campeggio ombreggiami. Giusto per dare al centro quell'aria sbarazzina da villaggio turistico".