25 ottobre 2005 "Cosa faremo da grandi... ...in attesa di scoprirlo, vediamo cosa fa la Caritas"
Documenti per non isolarsi...
Mentre il Presidente Nazionale Gabelli sembra far di tutto per ritardare la discussione in Consiglio Nazionale sul "Dovere Cristiano di Accoglienza" che potrebbe metterlo in serie difficoltà con il Ministero degli Interni, con il quale (come disse con enfasi nella Assemblea Nazionale di Pietrelcina) intrattiene ottimi rapporti per la fornitura dei servizi ai C.P.T., il mondo dell'associazionismo cattolico, del quale pretendiamo orgogliosamente di far parte, ha da tempo assunto posizioni autonome sulla questione della politica migratoria in Italia.
Il prossimo Consiglio Nazionale, convocato per il 5 novembre a Roma, si occuperà - leggiamo nella convocazione - della "Discussione e determinazioni in ordine alle recenti notizie di stampa in merito alla gestione dei Centri di Permanenza Temporanea per immigrati clandestini" dando l'impressione di voler limitare il dibattito agli episodi pubblicati da "L'Espresso" e trasmessi con un video-reportage dalla tv La7.
Se già nel linguaggio, usato dal Presidente Gambelli nella stesura dell'ordine del giorno, risuonano le definizioni care al Ministero degli Interni, la riunione del 5 novembre rappresenta, comunque, una occasione di confronto nel quale "la voce dei principi" ha l'opportunità di distinguersi "dalla voce dell'interesse".
In quella occasione ciascuno avrà modo di esprimere, responsabilmente, il proprio indirizzo.
Sappiamo che le informazioni, fornite ai Consiglieri Nazionali, in materia di C.P.T., sono assai vaghe.
Pensando di fare cosa utile al Movimento, integriamo la documentazione, già in linea, con una serie di documenti prodotti dalla Caritas, in gran parte di taglio operativo, che fanno del "Dovere Cristiano di Accoglienza" l'unico metro di giudizio con il quale misurare le scelte anche economiche.
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