Roma, 5 novembre 2005 - Consiglio Nazionale delle Misericordie d'Italia
Ordine del Giorno sulla accoglienza ai migranti clandestini
presentato dal Consigliere Nazionale Anna Rita Casini
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie d'Italia riunitosi a Roma il 5 novembre 2005 per formulare una risposta delle Misericordie al fenomeno della immigrazione dai paesi extracomunitari, si fa forte delle sue secolari tradizioni, dell'insegnamento sociale della Chiesa Cattolica e delle sollecitazioni dei suoi Vescovi, e chiama tutto il Movimento a volgere la sua attenzione e la sua operosa presenza ai fini dell'accoglienza e del sostegno morale e materiale ai bisognosi che, a rischio della propria vita, bussano alle nostre porte di opulento occidente.
Come bene è descritto nel Dossier Immigrazione presentato pochi giorni or sono dalla Caritas-Migrantes, ciò che muove queste masse verso i nostri territori è la speranza di un futuro migliore per se e per i propri familiari da realizzarsi attraverso un onesto e dignitoso lavoro.
Nei migranti riconosciamo quella stessa speranza che, solo pochi decenni addietro, mosse centinaia di migliaia di nostri concittadini a varcare gli Oceani per cercare fortuna nelle Americhe. In questa ottica di compassione e di reciprocità, non si può che lavorare per il raggiungimento di un trattamento di rispetto dei diritti ed in spirito di solidarietà.
E' ormai sotto gli occhi di tutti e dichiarato a più riprese dalle organizzazioni economiche nazionali che i lavoratori extracomunitari rappresentano una risorsa importante ai fini del nostro stesso benessere.Riconoscendo questa potenzialità economica l'Unione Europea e gli Stati Nazionali che la compongono, hanno prodotto una normativa che però appare del tutto insufficiente ad assorbire la quantità di cittadini extracomunitari che premono ai loro confini.
L'insufficienza delle alternative legali ha creato un flusso parallelo e clandestino, in cui spesso le organizzazioni malavitose hanno larga parte ed agiscono come un moltiplicatore di illegalità e di ingiustizia alimentando il lavoro nero, la prostituzione, la micro-criminalità di cui le prime vittime, innocenti ed indifese, sono proprio i migranti clandestini, spesso minorenni.
Ciò significa, palesemente, che i problemi di ordine pubblico e di difesa della legalità, connessi alla immigrazione clandestina, rappresentano un effetto e non già la causa di un approccio esclusivamente economico alla soluzione del problema.
A seguito di ciò, in primis il Consiglio Nazionale delle Misericordie auspica che l'Unione Europea ed i governi ed in particolare quello italiano, moltiplichino e razionalizzino gli interventi nelle regioni di origine dei migranti, avvalendosi delle organizzazioni umanitarie non governative, affinchè vengano ridotte ed, infine, cancellate all'origine le cause di arretratezza che spingono alla migrazione.
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie è consapevole che, in attesa del rilancio degli interventi di sostegno sviluppo nei paesi terzi, il fenomeno migratorio richiede risposte urgenti ed immediate da darsi sul nostro territorio.
Queste risposte, pur nel rispetto delle leggi nazionali e comunitarie, non possono prescindere dal concetto dell'accoglienza che richiede l'adozione di una diversa prospettiva nella gestione del fenomeno sul territorio nazionale a cominciare dai Centri di Permanenza Temporanea che devono essere trasformati da luoghi di detenzione, nei quali vengono ospitati i migranti a causa della loro condizione e non a causa di reati, in luoghi di identificazione e smistamento nei quali possano essere assistiti adeguatamente non ai fini dell'espulsione ma ai fini del corretto inserimento nella società civile.
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie ritiene che questo obbiettivo possa essere raggiunto soltanto affidando alle organizzazioni umanitarie l'intera gestione, e non solo la fornitura dei servizi ai Centri, limitando la presenza delle forze dell'ordine alla vigilanza dei confini esterni, e garantendo al loro interno tanto la presenza degli Uffici dello Stato demandati alla determinazione dello status degli ospiti quanto quella delle organizzazioni volontarie che prestano assistenza umanitaria.
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie ritiene che questa diversa prospettiva degli attuali CPT possa essere sufficiente a rimuovere l'ostilità di larghissimi strati di popolazione e di pubbliche amministrazioni verso l'apertura di nuovi Centri che, in questa logica dell'accoglienza, devono essere moltiplicati rispetto al numero attuale eliminando, per questa via, le tragiche condizioni di sovraffollamento che periodicamente si sono dovute sperimentare a Lampedusa.
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie impegna gli organi del Movimento a rappresentare i propri indirizzi, in tutte le occasioni, presso tutte le sedi istituzionali, affinché si renda possibile la rapida riconversione, nel segno dell'accoglienza, degli attuali Centri, a partire da quelli presso i quali i Fratelli delle Misericordie offrono il loro servizio, ed a non aprire nuovi rapporti di fornitura di servizi che non corrispondano ai predetti indirizzi.
Il Consiglio Nazionale delle Misericordie, consapevole della delicatezza della questione e della ricaduta mediatica che ne deriva, afferma la propria competenza, diretta ed unica, sulla materia riservandosi di valutare e di decidere sulla opportunità dell'apertura di ulteriori rapporti convenzionali con lo Stato o le Amministrazioni Locali.
A tal fine, con compiti istruttori, di vigilanza e di assistenza alle Confraternite direttamente impegnate in questa attività costituisce una propria Commissione, composta di 5 membri, la quale assolverà a tutti i compiti necessari, avvalendosi della struttura confederale e riferendo al Consiglio Nazionale preventivamente alla assunzione delle sue legittime decisioni ai sensi dello Statuto.
In questa sede si ritiene altresì indispensabile promuovere una riflessione interna sul fenomeno, che sarà dettagliatamente studiato ed analizzato dal Movimento in un Convegno di studi che si terrà presso la sede romana delle Misericordie nel prossimo mese di febbraio 2006.
Fraternamente