Il Colloquio di Ammissione per i nuovi Fratelli (secondo il Rito Pratese in uso nel 1704)

Al suono della Campana
abbandonerai le feste, la veglia, il sonno, il divertimento
per accorrere subito alla Compagnia.
"Cantando "Miserere" a verso a verso"(Purg. V)

(Novizio) Il programma della Compagnia mi attrae, desidero di essere accettato fratello al più presto.

(Maestro dei Novizi) Ma pensa che qui non si ricevono ricompense, onori, guadagni; la cospicuità del censo, la nobiltà del sangue, la celebrità d’un nome qui non valgono; qui regnano sovrani la carità e l’amor fraterno; hanno valore i principi di autorità, di obbedienza, di rispetto, di sacrificio, di rinunzia.
Ci abbracciamo fratelli davanti all’Altare, ci governiamo a popolo, la buffa uguaglia le classi sociali; unica distinzione sulla nostra Cappa, il segno del comando. Ti senti disposto ad entrare in una tal Compagnia?

(Novizio) Sì, ed ora ancor più lo desidero!

(Maestro dei Novizi) Ma pensa che dovrai sacrificare i tuoi comodi, i tuoi riposi, le tue ore più belle; dovrai esporti a disagi, a fatiche, a strapazzi; dovrai sopportare l’inclemenza delle stagioni, e l’ingratitudine degli uomini; verranno dei momenti in cui sarà necessario arrischiare anche la vita per soccorrere chi è caduto sotto i colpi del dolore e della sventura, per strappare un uomo dall’artiglio della morte.
Ebbene, ti senti l’animo preparato a fare tutto ciò senza che sia conosciuto il tuo nome; senza la lode ed il premio degli uomini, ma solamente attratto dal premio che il Padre celeste ha promesso a coloro che nel Suo nome daranno a chi ha sete anche un solo bicchiere di acqua?

(Novizio) Il mio spirito a tutto ciò è pronto!

(Maestro dei Novizi) Il tuo spirito…..a tutto ciò…….è pronto….. 
Ma ti sei formata una coscienza profondamente cristiana per intraprendere e perseverare nel sublime e pur tanto difficile ministero della carità? 
Amico, possiedi una coscienza religiosa non incerta, non subdola, non insensibile, non orpellata da false e non sentita idealità per coprire la superbia, l’egoismo, l’ambizione, la sete di comando e di dominio, tutte le malvagità dell’uomo vecchio, ma una coscienza schiettamente cristiana, animata da una religione vissuta, da una fede sentita, da una disciplina sinceramente praticata; illuminata, sostanziata, arrivata, sorretta da speranze immortali, sublimata dal desiderio di servire Dio in una carità che si riserva tacitamente sul prossimo con sete di passione, con ardore di sacrificio, con bramosia di rinunzia? 
Amico, possiedi questa coscienza per essere ascritto degnamente alla Compagnia?
Se non la possiedi entreresti per la finestra e non per la porta con grave danno all’anima tua. 
Ascolta la voce interna della tua coscienza e dimmi: ti senti di mantenere la tua domanda?

(Novizio) Sì, e coll’aiuto di Dio cercherò sempre di perfezionare il mio spirito!

(Maestro dei Novizi) Quanto mi consolano le tue parole! 
Tu sai amico che prima della venuta del Divino Maestro l’uomo era insensibile ai dolori dell’uomo, la carità, questo fiore cristiano, non era conosciuta dal mondo! 
Tu sai che fu il Maestro che proclamò la fratellanza universale degli uomini, che portò il comandamento nuovo, di amarsi, di perdonarsi, di sacrificarsi l’uno per l’altro. 
Tu sai che fu Lui che accese nel mondo la fiaccola della carità e che si nascose sotto le spoglie del misero, del bisognoso, dell’oppresso, per farci intendere che la carità fatta al povero era fatta a Lui medesimo, a Dio, e che solamente da Dio dovevamo attendere la ricompensa, il premio immortale, premio maggiore o minore secondo che maggiore o minore fu lo spirito di sacrificio e di rinunzia nel soccorrere il fratello caduto, il povero, il derelitto. 
Ebbene lo sentirai il dovere di unirti agli altri fratelli nel nostro Oratorio, intorno al Divino Maestro per imparare direttamente da Lui colla preghiera in comune e collo studio della Sua vita, i precetti della carità per infiammarti nell’amore del prossimo, per mantenere lo spirito della Compagnia, per trasformarti in apostolo della carità, per attingere la forza necessaria per sopportare ogni contrarietà, ed ingratitudine, per superare ogni ostacolo? 
Perseverare fino alla morte nell’adempimento delle promesse fatte a Dio davanti all’Altare, nelle mani del Governatore? 

(Novizio) Sì, frequenterò l’Oratorio; cercherò di uniformare la mia vita agli esempi del Maestro!
 
(Maestro dei Novizi) Maestosa nella sua austera solennità, meravigliosa, per disciplina e portamento E quando, chiamato con altri fratelli ad esercitare la carità della “Seggiola” e della “Bara” vedrai scomparire sotto le ampie volute della Cappa le morbide vesti delle pubbliche Autorità, coll’ordine dell’intellettuale, del nobile, del facoltoso insieme ai ruvidi vestiti dell’artiere, dell’operaio, del popolano, tutti uniti dallo stesso sentimento, dal medesimo principio di fratellanza, di carità e di bene, e poi calata la Buffa livellatrice inesorabile di ogni ambizione, di ogni superbia, di ogni classe sociale, vedrai del tutto scomparire la personalità tua e quella degli altri insieme ad ogni forma di egoismo, di superbia, di ambizione, e vedrai sorgere bella, austera, maestosa, sublime nella sua assoluta impersonalità la Brigata del Pellegrino; quando, passando per le vie della Terra, vedrai la popolazione che nella brigata saluterà con reverenza la Carità che passa, che silenziosamente compie il suo ufficio, senza che il beneficato conosca il benefattore, senza che dell’opera di misericordia compiuta né de’ suoi esecutori nessun ricordo, nessuna traccia, né nome, né orale né scritta, resti sulla terra, perché abbia tutto il suo valore, tutto il suo profumo davanti a Dio; allora dimmi amico, nell’annientamento della tua personalità e delle tue passioni; nell’occultamento davanti al mondo de’ tuoi sacrifici invece di un senso di amarezza, di sconforto, di rimpianto sentirai nell’animo un contento,una pace, una felicità da farti ringraziare , benedire la Compagnia che ti ha somministrato questo mezzo per migliorare, perfezionare il tuo spirito con opere tanto grandi, nobili, meritorie, con sacrifici e rinunzie, pur troppo! Tanto dolorose? 
La sentirai una voce interna che ti spingerà a desiderare nel servizio di carità, gli uffici più umili, più gravosi, più incomodi, per sacrificarti di più per il prossimo e solamente davanti a Dio ? 
A questi riflessi comprenderai l’immensa distanza che separa l’opera tua da quella dei comuni portatori di materia, e insieme comprenderai. 
Intravedi adesso tutta la luce, la bontà, la grandezza, la nobile ed armoniosa supremazia dello spirito che separa, che distanzia l’opera tua da quella di un comune portatore di merce? 
Comprendi adesso il danno, la vergogna, l’onta di chi per opera tanto grande, sublime, eroica, prendesse, sotto qualsiasi forma, una ricompensa qualunque, per sentirsi poi dire dal Divino Maestro, sulle soglie dell’eternità: Insensato Tu hai venduto un tesoro inestimabile per un pugno di terra! Miserabile, vai! Hai già ricevuto la tua mercede?!

(Novizio) Maestro le tue parole scendono come un balsamo sul mio spirito! Affretta ti prego il giorno in cui mi proporrai per l’accettazione, dopo le tue parole, all’Assemblea dei Fratelli. Io desidero ardentemente di entrare nella Compagnia!

(Maestro dei Novizi) Sentirai allora tutta la sublimità dell’opera che compi e l’immensa distanza che separa l’opera tua da quella di un comune portatore di materia e comprenderai. Difesa interna ed esterna – Carità verso i defunti – mettere la borsa
Tu sai che noi vogliamo vivere bene, cioè nella carità e per la carità, secondo la legge del Divino Maestro, nella piena osservanza delle opere di Misericordia con speciale riferimento al trasporto dei malati agli ospedali e dei poveri morti alla sepoltura. Questo il nostro programma. 
Ricorda il programma della Carità, la Carità di Cristo non è semplicemente l’amore: è l’Amore purificato da ogni ombra d’interesse, di guadagno, d’ambizione, di secondi scopi; è l’Amore puro, grande, perfetto; è l’Amore che tutto dona e niente chiede, che tutto soffre ma con animo sereno; che tutto sopporta ma con volto ilare e sopporta, ma con animo sereno , con volto ridente; che tutto opera, lavora sulla terra ma collo sguardo nel cielo. 
E’ l’Amore della creatura per tutte le creature; Amore per chi ci ama e Amore per chi ci odia; Amore per chi ci protegge e Amore per chi ci oltraggia; Amore per i potenti, per i favoriti dalla fortuna, Amore per i poveri e per gli infelici; Amore per i vivi e Amore per i defunti. Amore per tutti! E’ la legge della carità di Cristo. 
Questa la base, il fondamento della Compagnia! 
Questa la pietra angolare, sacro, intangibile, immutabile. 
L’assemblea con tutte le sue prerogative non ha alcun potere sopra di essa. 
Il solo toccarla per modificarla, per alterarla significa la rovina, il crollo dell’edificio. 
Considera adesso tutta la pienezza, la sublimità del programma, adempiere le opere di misericordia nella carità e per la carità, nell’amore e per l’amore, per vivere bene. 
Ebbene o amico, quest’amore puro, grande, perfetto di cui vive e per cui opera la Compagnia, lo sentirai verso i suoi Fratelli aiutandoli, comprendendoli nei loro difetti, sacrificandoti per essi, sopportandone le molestie, perdonandone generosamente i torti, amandoli sempre di maniera che il popolo, vedendovi possa dire meravigliato: Guardate quanto si amano?! 
Difenderai la Compagnia sempre e ovunque, all’interno e all’esterno, con tutte le tue forze, con tutto il tuo ardore, con tutto il tuo entusiasmo? 
La Compagnia, o fratello, ha una bandiera. Se all’interno troverai chi dimentico dei propri doveri e delle promesse fatte a Dio, davanti all’Altare, tentasse toccare, alterare le basi, la pietra angolare della Compagnia, oppure dimentico della legge di Amore e di fraternità, accecato dallo spirito d’ambizione, dalla sete di comando e di dominio, con ipocrisia cercasse manovre di assoggettare ai propri voleri la Compagnia, suscitando nella fratellanza divisioni e discordie, allora o fratello, infiammato di santo zelo non insorgerai con tutta la tua energia – come il Divino Maestro contro i trafficatori del Tempio – contro i trafficatori della Compagnia? 
E all’esterno la difenderai, sempre e ovunque, con fedeltà, con ardore, con tutte le tue forze, con tutti i mezzi di cui puoi disporre? 
Tu sai, o amico, che noi ci governiamo a popolo. La Compagnia è l’assemblea generale dei fratelli; il potere risiede nell’assemblea che amministra la Compagnia, nomina le cariche e gli uffici, rivede i loro atti; ammette e radia i fratelli; ci aduniamo al suono della campana, approviamo, disapproviamo, deliberiamo con voto sempre segreto; mutiamo continuamente i superiori ed officiali perché il potere non si trasformi in dominio o in oppressione di pochi a danno di tutti ed in ruina della Compagnia, alle cariche degli uffici devono essere chiamati tutti i fratelli secondo le proprie attitudini. 
Ebbene quando sederai nell’assemblea saprai spogliarti delle tue passioni, dei tuoi risentimenti, delle tue vedute particolari ed egoistiche per dare o negare il tuo consenso, nel segreto del bossolo, con retta intenzione, avendo di mira soltanto il bene della Compagnia, anche se questo bene fosse in contrasto colle tue passioni, coi tuoi desideri, con i tuoi secondi scopi, quand’anche dovesse tornare a danno dei interessi particolari? 
E quando la Tratta o la volontà dei fratelli ti chiameranno ad assumere qualche carica od ufficio, lo sentirai il dovere di dedicarvi tutto te stesso senza badare a fatiche e sacrifici, senza miraggio di ricompense e di onori coll’animo sempre staccato dal potere e sempre pronto a lasciarlo con tranquillità d’animo e senza rimpianti? 
E nell’assemblea quando dovrà trattarsi di questioni finanziarie, di provvedimenti disciplinari, e d’altre cose interessanti diversamente il prossimo, saprai giudicare con giustizia, si è ma anche con carità? 
E nei tuoi rapporti personali, nella sede della Compagnia userai sempre nobiltà di linguaggio, proprietà di vesti, dignità di portamento? 
Saprai essere franco, ma non imprudente; dignitoso, ma non superbo; fermo, ma non ostinato; affettuoso, ma non debole; giusto ma non senza carità; umile, ma d’animo grande; religioso, ma non fanatico; affabile, cortese, remissivo, ma sempre uomo? 
E queste tue promesse le rinnoverai davanti all’altare di dio, alla presenza dell’Autorità della Compagnia e dei fratelli?

(Novizio) Sì le rinnoverò.

(Maestro dei Novizi) Fratello, ti faccio noto che ti proporrò per l’accettazione all’Assemblea de’ Fratelli e t’avviserò se dovrai prepararti per la cerimonia della vestizione. Va’ in pace.

Misericordie

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