Newsletter del 08 aprile 2005

"L'abbraccio"

Firenze, 8 aprile 2005.




Carissimi Confratelli e Consorelle,

mi è stato chiesto di dire qualcosa a proposito della consegna che il Santo Padre, Giovanni Paolo II, affidò nel lontano 86 alle Misericordie.
In questo momento di grande dolore, che annebbia gli occhi, sento il dovere e l’onore di testimoniare a tutti voi, specialmente ai più giovani, quanto il S.Padre ci amasse e quanto fosse profondamente vicino al nostro movimento, che paternamente seguiva nel suo sviluppo, indicandoci, durante i nostri numerosi incontri ed udienze, quella strada verso la “Civiltà dell’Amore” da lui auspicata, da molti recepita ma solo a noi specificatamente affidata il 14 giugno 1986 in occasione dell’Udienza alle Misericordie d’Italia:

 “........ecco carissimi la CONSEGNA che vi affido...Siate promotori e fautori della Civiltà dell’Amore siate testimoni infaticabili della Cultura della carità....”. Sempre durante l’Udienza: proseguiva: “....accogliendo la vostra richiesta, volentieri benedico l’abito ed il Rosario per la vestizione dei nuovi Confratelli e Consorelle. Mentre invoco di cuore dal Signore copiosi favori di luce e di forza, di letizia e di pace , che vi aiutino a comprendere sempre di più che solo la carità edifica la civiltà degli uomini, vi esorto a pregare con assiduità la Vergine Maria che a noi è particolarmente cara col soave titolo di “Madre della Misericordia”.Ella vi protegga ed accompagni nel generoso impegno di condividere la vita del prossimo, rispondendo con sensibilità ed intraprendenza alle sue necessità spirituali e materiali...”.

Ho partecipato a centinaia di “Vestizioni” ma questa rimane per me uno storico “Faro” perché ancora una volta Egli ci ha indicato la “strada” e testimoniato il “ Suo amore!”.

Nei miei molti anni di Confratello della Misericordia sono stato testimone privilegiato delle attenzioni del Santo Padre verso il nostro movimento e desidero darvi conto degli interventi e delle citazioni che ci ha riservato in un crescendo di amore e di paterna sollecitudine:

1 Aprile 1984 - Dall’omelia nella S.Messa giubilare di Roma - “ ...tra di esse vanno ricordate le Misericordie toscane, tutt’ora fiorenti ed operose. Le finalità delle Confraternite si possono riassumere in tre parole: culto, beneficenza, penitenza."

3 giugno 1985 - Dal discorso in occasione della visita ufficiale del Presidente del Consiglio Craxi in Vaticano -
“...non è forse questa la verità che emerge dalla stessa storia della spiritualità cristiana nei quali l’impronta del “genio” italiano è stata così da conferire alla loro testimonianza tratti da una originalità inconfondibile ? Ma il discorso vale per molti altri della vita ecclesiale , tra cui mi limito a ricordare l’impegno di carità ed assistenza, quale diretta risposta ad una precisa indicazione di Cristo. Come non riconoscere i caratteri specificamente italiani delle “ Misericordie” con finalità caritative e come non restare ammirati di fronte ai primi grandi complessi ospedalieri...”.

19 ottobre 1986 - _Discorso ai giovani in piazza S.Croce a Firenze. -
”...in questo contesto, vorrei menzionare una istituzione tipica della vostra città : la Misericordia di Firenze. Una istituzione plurisecolare in materia di volontariato. Oggi si dice più volontariato che misericordia, ma è la stessa cosa. Ispiratevi ad essa, a questa tradizione e saprete trovare le forme appropriate contemporanee,odierne, per rispondere in materia adeguata alle antiche e nuove povertà, con cui la odierna società sfida il vostro impegno cristiano ed umano...”.

11 marzo 1991 - Ai Vescovi Toscani durante la visita “ad limina.” -
“...prestate sostegno ed adeguate funzioni al volontariato cattolico notevolmente presente nella vostra regione. Siate vicini a chi soffre, ai malati, ai poveri: come non ricordare, a questo proposito le Misericordie? Queste confraternite sorte secoli or sono quasi in ogni città della Toscana per il soccorso dei più poveri,conservano ancor oggi un proprio ruolo particolarmente efficace...”

14 novembre 1992 - Ai Confratelli delle Misericordie del mondo – Aula Paolo VI - “ ...
al termine di questo Convegno Internazionale, tenutosi a Firenze nei giorni scorsi sul tema “Essere oggi promotori e fautori della Civiltà dell’Amore” e che ha dato il via alla “Unione Europea delle Misericordie” voi siete voluti venire a far visita al Papa. Vi ringrazio per questo gesto di apprezzata cortesia. Vi sono particolarmente grato perché so che l’odierno incontro vuole essere occasione di fraterna condivisione e momento di comune lode a Dio, sorgente e sostegno di ogni nostro impegno a servizio dell’uomo. Mentre, pertanto, porgo il mio saluto più affettuoso, desidero esprimervi subito il mio apprezzamento per l’Assemblea che si è da poco conclusa, e soprattutto la mia grande stima per il lavoro da voi compiuto con generosa assiduità nei vari ambiti dell’umana solidarietà.....”così accanto alle Misericordie italiane, organizzate a livello nazionale nella Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, vorrei ricordare, tra gli altri,il Portogallo,la Spagna, la Francia ed il Brasile. Una menzione particolare è, giusto tributare alle Misericordie dell’Ucraina, della Russia,della Georgia, della Bielorussia,della Moldavia, dell’Armenia e della Lituania. Né si possono dimenticare i gruppi di volontariato e le Associazioni caritative provenienti dalla Svizzera, dall’Olanda, dalla Norvegia,dalla Danimarca, dalla Slovacchia, dalla Romania, dall’Equador, dal Burkina Faso e dal Rwanda.......”si può ben dire che in tutti i Continenti le Misericordie” costituiscono un pacifico esercito di promotori e fautori della Civiltà dell’Amore”,,,,”possano le persone che ricorrano a Voi trovare risposta alle proprie aspettative, lenimento alle loro sofferenze, incoraggiate dalla vostra tradizionale espressione di saluto e di fede: “Dio te ne renda merito”,,,,,”ed ora, nella presente situazione sociale vanno intensificandosi i rapporti che oltrepassano i confini degli Stati e ciascuno sappia capire ed amare il prossimo, chiunque esso , senza distinzione di razza, nazione e fede “....”benedica la Vergine Santa, anche gli sforzi da voi condotti per far sì che attraverso interventi programmati in accordo con Organismi e Misericordie di altre Confessioni religiose cresca la reciproca stima fra credenti, così che tra gli uomini di buona volontà si affretti l’avvento della autentica “Civiltà dell’Amore...”. 

15 giugno 1996 - Udienza a Roma con 10.000 Confratelli nel decennale della STORICA CONSEGNA -
“... parlandovi dieci anni or sono, nel giugno del 1986, vi incoraggiai ad essere “promotori della “Civiltà dell’Amore” e “testimoni della Cultura della Carità”.A quella eravate aperti in forza di tutta la vostra storia.ed oggi sono felice di constatare che essa ha lasciato un segno profondo anche in quest’ultimo decennio del vostro cammino....”questo movimento di impegno evangelico, veramente benedetto da Dio, ha conosciuto nel tempo una vasta espansione in Italia ed in molti altri Paesi del mondo....” non mancano oggi in tale ambito iniziative confortanti, E come non porre fra queste il lavoro compiuto dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia? “io vi ringrazio per la vostra testimonianza. Voi carissimi,non restate indifferenti davanti a chi reclama giustizia e riconoscimento della propria dignità; non rimanete insensibili di fronte alle sofferenze.ed alle privazioni di gran numero di persone. Ben consapevoli che l’urgenza della solidarietà non tollera ritardi, vi muovete generosamente e prontamente,con l’attitudine evangelica del “buon Samaritano”: quella di farsi “prossimo a chi si trova nel bisogno...” (Durante una Udienza accompagnai in Vaticano il Presidente ed alcuni delegati dell’Accademia delle Scienze Mediche di Mosca ed il S.Padre fral’altro mi disse:” le Misericordie con la loro Unione hanno realizzato “l’ Europa dall’Atlantico agli Urali”).

Scusate Confratelli e Consorelle questo mio lungo messaggio, colmo di nostalgia e di rammarico per la perdita di una guida così solerte, che ho voluto indirizzare particolarmente ai giovani, perché essi non solo conoscano quanto ha fatto e detto per noi Giovanni Paolo II, ma anche perché possano riflettere e scoprire il“fine religioso” del nostro impegno caritativo del quale sono “pilastri e bussola” il nostro fondatore S.Pietro martire, i Santi Giovanni Cafasso e don Bosco della Misericordia di Torino, don Giulio Facibeni della Misericordia di Rifredi ed i tre Pontefici, “fratelli della Misericordia”, Leone XI, Clemente XII e Pio X.


E che Iddio Ve ne renda Merito !

(Francesco Giannelli)


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