Newsletter del 26 luglio 2005

"Questione di pasta"

"Ho avuto modo di parlare con molte persone, sia donne che uomini. Ho potuto, ogni volta, farlo liberamente senza controllo. Una giovane della Costa d’Avorio ha voluto parlarmi in disparte e nessuno glielo ha impedito. Mi ha detto che si era stufata della pasta, nonostante tutti i giorni venisse proposto un sugo diverso e preferiva il riso." E quanto ha riferito in una intervista sui C.P.T. Patrizia Paoletti Tangheroni, parlamentare di Forza Italia, componente della terza commissione esteri della Camera dei Deputati, che insieme al Sottosegretario di Stato Maria Teresa Armosino e la consigliera provinciale Nadia Lojaconi, ha visitato il Centro “Brunelleschi” di Torino.

Davvero me la immagino quella giovane della Costa d'Avorio, arrivata dopo mille peripezie clandestinamente in Italia ed in attesa di essere respinta in uno dei campi del deserto libico, che ha come unica preoccupazione la scarsa varietà offerta dal menù proposto  nel Centro di Permanenza Temporanea.
Una turista, particolarmente esigente, in gita con il Dopo Lavoro Ferroviario; una giovane "viziata figlia di papà" che non sa adattarsi alle condizioni di una "Vacanza avventura", altro che immigrata clandestina!

L'intervista della Tangheroni è così surreale che non meriterebbe di essere citata se non fosse, appunto,  per quell'aria di mistificazione politica che vi traspare.

Bene ha fatto, dunque, il Segretario Generale della Confederazione a richiamare, nel suo articolo sul bollettino confederale di giugno, il clima di accesa polemica politica che ruota intorno all'esistenza dei C.P.T. e che finisce per coinvolgere il nome delle Misericordie a causa della gestione che hanno assunto in quattro di essi.
Per la verità questa polemica politica va salutata come una buona notizia: in un clima dove il dibattito politico sembra ruotare quasi esclusivamente sulla "difesa di interessi" e sul "conflitto di interesse", che i partiti si dividano su questioni etico-morali e civili, come quella dei C.P.T. appare come una novità degna di menzione.

Ma è quanto è avvenuto nell'ambiente, più domestico, del nostro Movimento ad attirare la mia attenzione.

Esattamente due mesi fa dichiaravamo esaurita la spinta propulsiva del sito nel sollecitare l'apertura di un dibattito trasparente negli Organi confederali, sulla questione dei C.P.T., che ricordasse a tutti di che pasta fossero fatte le Misericordie.
Finalmente il 18 di giugno il Consiglio Nazionale della Confederazione è stato investito della questione dando vita ad un dibattito serio ed approfondito che ha visto la partecipazione dei responsabili dei Centri di Lampedusa, Crotone, Modena e Bologna.
E' stato un vero peccato che la Confederazione non ne abbia dato notizia scegliendo invece una linea di basso profilo.
Nel numero di giugno del bollettino confederale il Presidente Nazionale dedica all'argomento soltanto poche righe finali del suo editoriale lasciando al Direttore Generale il compito di tracciare, nel già citato articolo, i contorni dell'attività delle Misericordie nei Centri di Permanenza Temporanea.

L'apertura di questo dibattito negli organi confederali (che segue quello già sviluppato autonomamente nel Movimento), non può non rallegrare quanti credono che nelle Misericordie non debbano esistere zone d'ombra nelle quali la mancanza di informazione e di trasparenza possano alimentare dubbi sulla condotta dei nostri sodalizi.
L'unico rammarico, semmai, è che si sia giunti al dibattito soltanto dopo che gli attentati ad alcune Misericordie avevano fatto affiorare, attraverso internet, l'esistenza di una questione morale a proposito della loro gestione.
MisericordiaOnLine, come già avvenne in occasione dell' "Affaire Millennium", è stato lo strumento, trasparente ed aperto al contributo di tutti, attraverso cui il Movimento ha potuto colmare le sue lacune di informazione su un argomento "dimenticato".
Ha rispettato la sua funzione di "Alfabetizzazione Democratica del Movimento" che è stata alle origini della sua nascita.
Una "Alfabetizzazione" che procede con lentezza e fra mille difficoltà ma che, come in questo caso, raggiunge, ogni tanto, tappe importanti ed irreversibili: come diceva l'indimenticato Maestro Manzi "Non è mai troppo tardi...".

Come dicevo, avrei preferito una informazione ufficiale più ampia a proposito di quanto hanno dibattuto i Consiglieri Nazionali e su quanto hanno riferito i Governatori delle Misericordie impegnate su questo fronte, ma in questi anni ho imparato che la pasta confederale, a differenza di quella dei confratelli, è a "lenta lievitazione"   e che quindi dovremo adattarci, come al solito, a raccogliere le informazioni direttamente da coloro che hanno presenziato al dibattito pronti ad integrarle, com'è costume, qualora risultassero incomplete od inesatte.

Mi chiedo però se questa linea di "basso profilo" scelta dai dirigenti confederali sia la più opportuna.
A quanto viene riferito il dibattito sui C.P.T. in Consiglio Nazionale  è stato tutt'altro che banale: perché non renderlo pubblico?
Proprio l'acceso dibattito politico, segnalato dal Segretario Generale, non richiederebbe, forse, una presa di distanza che evitasse ai diversi schieramenti in campo di strumentalizzare il nome delle Misericordie?
Comprendo bene che assumere un ruolo autonomo può creare fastidi tanto con la politica del Governo, quanto con quella dei suoi oppositori.
Tanto più che i partiti al Governo Nazionale, che hanno votato la "Bossi-Fini", si trovano ora all'opposizione di quasi tutti i Governi Regionali che invece sono guidati dai detrattori di quella legge.

Ma non è proprio questo uno di quei momenti nei quali le Misericordie devono dimostrare, prima di tutto alla politica ed alle istituzioni, di che pasta sono fatte?
O forse, prendendo esempio dall'Onorevole Tangheroni, dovremo limitarci a dire che il dibattito nel nostro Movimento si è occupato del dilemma epocale: "A pranzo serviremo pasta o riso?"

 Che Iddio ne renda Merito

Andrea Cavaciocchi

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