Newsletter del 17 agosto 2005
"Marco Coccheri"
"San Quirico d’Orcia, 17 agosto 2005, ore 12,25
Da poco ho appreso da un amico che Marco Coccheri è morto… Tutti noi sapevamo da tempo che la malattia di Marco era una di quelle che non perdonano, qualcuno si era abituato all’idea che questo percorso fosse inevitabile, molti di noi stupiranno con dolore alla notizia. E’ difficile accettare che un ragazzo di trentaquattro anni muoia, dopo aver combattuto con coraggio, consapevolezza e dignità estrema il Male del Secolo… E’ difficile immaginare che la sua intelligenza si sia spenta in una mattina di agosto, mentre il sole scaldava l’aria di una giornata stupenda.
La cosa che mi ha colpito di lui, quando l’ho incontrato la prima volta, ad una Assemblea Nazionale, alla quale lui partecipava come Vice-governatore della Misericordia di Lastra a Signa, è stata la sua intelligenza: avevo davanti un ragazzo giovane, da poco laureato in giurisprudenza, tutto dedito alla Misericordia, che dimostrava grande esperienza di formazione sanitaria di fratelli, una forte sensibilità sulle necessità del Movimento, un grande avvenire davanti, che lui ha deciso di dedicare alle Misericordie. Dopo qualche mese era stato selezionato da parte del Consiglio di Presidenza come Funzionario della Confederazione, per conto della quale in breve è diventato responsabile dell’Area Servizi.
E’ strano che sia io a scrivere queste cose su Marco... Non spesso ci siamo trovati allo stesso tavolo per collaborare, anche se, quando ciò è avvenuto, ho sempre trovato in Lui un collaboratore pronto e attento, con una profonda conoscenza delle Misericordie e dei problemi che le stesse si trovano ad affrontare quotidianamente. Lo ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, a Napoli, nel corso della Conferenza Programmatica dei Servizi, lo scorso mese di Novembre, quando dal tavolo di lavoro al quale sedevamo sono emerse, anche grazie all’attenta analisi della situazione che Lui aveva fatto, nuove possibilità di lavoro per migliorare la funzionalità dei servizi. Spesso ci siamo scontrati, fraternamente, in merito a punti di vista diversi, a modi diversi di affrontare i problemi; ci siamo misurati, guardandoci negli occhi; abbiamo condiviso le stesse perplessità di fronte ad una classe politica dirigente, in Confederazione, che non sa decidere; abbiamo parlato, ho raccolto qualche sua confidenza, qualche sfogo sulla malattia che lo ha ucciso e che lui ha vissuto con piena consapevolezza...
In questo momento, mille e mille ragazzi in Germania si preparano per incontrare il Papa, mille Volontari, sulle strade del mondo, svolgono i loro servizi partendo dalle loro sedi, mille Fratelli di Misericordia si muovono sulle strade del nostro Paese, per prestare un servizio al prossimo bisognoso. E Marco ha cessato di esserci.
A Lui che ha lavorato nel Movimento e per le Misericordie, anche da dipendente, con la mentalità e la “voglia” del Fratello, voglio dedicare l’ultimo estremo saluto:
Che Iddio ne renda Merito Anna Rita Casini
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