E’ un fatto che il “Gossip” confederale sia sempre stato improntato alla più assoluta discrezione.
Una discrezione talmente elevata e così gelosamente difesa, che sui canali di informazione ufficiali, da anni, era pressoché impossibile trovare traccia perfino di quanto si stava discutendo negli organi del Movimento.
La cosiddetta “comunicazione ufficiale” riteneva di aver assolto al suo compito dando conto, ogni tanto, di qualche inaugurazione o di qualche festa paesana, sparsa qua e là per l’Italia, delegando alla sola “Relazione del Presidente”, letta in Assemblea, il compito di informare sulle vicende politiche del Movimento.
Era un modo, per così dire, "discreto" di considerare il dibattito interno che, all’occorrenza, aveva il vantaggio di consentire qualche comodità accessoria.
Una comodità che, qualcuno ricorda, venne sfruttata a fondo, anni addietro, quando si riuscì a contenere gli echi delle animatissime discussioni sullo stato della Millennium Service s.r.l. consentendo così ai Governatori di procedere beatamente alla conferma della classe dirigente che ne era stata responsabile.
Se quel “tradizionale riserbo” non era certamente sintomo di una smodata propensione alla trasparenza almeno godeva del fascino “austero” di certe inarrivabili “Divine” del cinema muto.
Dicevamo: “Era”.
Da qualche tempo, almeno in Toscana, quella cortina impenetrabile, con cui amava proteggersi la "Divina", pare sia stata sostituita da atteggiamenti, diciamo così... "più disinibiti".
Atteggiamenti che, se da un lato potevano far apprezzare maggiori trasparenze, dall'altro, una volta portati all’eccesso, rischiano di offendere il “pubblico pudore”.
Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un crescendo di esternazioni che lascia stupefatti.
La svolta è avvenuta con il dibattito (negli organi ma anche questo sito) che è seguito alla richiesta di Conferenza Toscana di stabilire un rapporto “fra pari” con la Confederazione: se l’occasione casuale del contendere era stata, in quel momento, la protezione civile, la questione di fondo era invece legata agli spazi di autonomia dalla Confederazione che Conferenza Toscana intendeva ottenere.
Quella uscita non mancò di provocare accesissime reazioni, con tentativi di pressione, resistenze e quant’altro si può immaginare, ma su cui, rispettosi del riserbo di cui si ammantava la “Divina”, tutti quanti abbiamo evitato di far soffermare la altrui, curiosa, attenzione.
Che qualcosa stesse cambiando, però, lo si era intuito alla Assemblea Nazionale di Roccadipapa allorquando l’avvocato Corsinovi, nel suo intervento, evocò la richiesta di una capacità di “rappresentanza esterna” per la Toscana.
Il citazione sfuggì a molti dei presenti, ma non a quelli che di “legge” ne masticavano almeno un po' e che come lui (avvocato) conoscevano le possibili implicazioni legate a quel termine: prima fra tutte l’assunzione di una personalità giuridica autonoma rispetto a quella della Confederazione.
Di nuovo ne uscirono animate discussioni e, nuovamente, tutti quanti facemmo il possibile per evitare che la privacy della “Divina” fosse violata.
Se non che, fra le molte circolari che la Confederazione invia alle Misericordie, una viene presa a pretesto per gettare nuova benzina sul fuoco.
Questa circolare, firmata dal Direttore dell’U.G.E.M., informava le Misericordie che la Regione Toscana aveva approvato (due mesi prima) un Decreto con il quale si stabiliva che, per ottenere le provvidenze a favore del volontariato di protezione civile impiegato nel soccorso, era necessario che le organizzazioni di riferimento (a cui sarebbe pervenuta l’attivazione e che poi avrebbero potuto rendicontare le spese) godessero dei requisiti di “autonomia” e di “responsabilità”.
Traducendosi questi due requisiti in qualcosa di assai simile alla “personalità giuridica autonoma”, il Direttore dell’U.G.E.M., allegando il testo del Decreto, rassicurava infine le Misericordie che, in attesa delle decisioni degli organi politici sulla natura di Conferenza Toscana, avrebbe comunque garantito il proprio servizio ricevendo le attivazioni e predisponendo quanto necessario ai rimborsi.
La cosa, di per se politicamente innocua e certamente utile alle Misericordie toscane, si dice invece sia stata presa come un affronto da alcuni settori della Conferenza Toscana tanto da divenire oggetto di una animata discussione nella quale più di un Coordinatore pare abbia fatto appello alla moderazione.
L’imminenza del Meeting delle Misericordie Toscane fortunatamente, almeno per qualche giorno, ha distratto i più agguerriti.
Ma è’ stata questione di ore.
A partire dal sette giugno (ciò farebbe pensare ad una spedizione effettuata fra il 5 ed il 6, a Meeting concluso) cominciano ad arrivare delle lettere, su carta intestata della Conferenza, ma firmate dal Presidente Nazionale, con cui quest’ultimo smentisce la comunicazione del Decreto regionale fatta dal Direttore dell’U.G.E.M.
La cosa lascia sbigottiti tanto i destinatari, quanto i Consiglieri di Presidenza: non si era mai visto un Presidente Nazionale redarguire in pubblico il proprio referente tecnico per avere informato le Misericordie su un Decreto che, per quanto possa dare fastidio ad alcuni, è legge.
Soprattutto non si era mai visto fare atti del genere senza una preventiva consultazione dei Consiglieri di Presidenza e, per di più, usando una carta intestata diversa da quella del “Presidente Confederale”.
Ci si chiede:
Quale è la ragione di una tale, precipitosa, urgenza che ha impedito al Presidente di compiere perfino il più rapido giro di telefonate e di usare la consueta carta da lettere?
Quali "pressanti" motivi lo hanno spinto ad una uscita così inconsueta?
Ma non basta.
Quasi contemporaneamente esplode un florilegio di provocazioni contro la Confederazione ed il Direttore dell'U.G.E.M. (anche nei forum di questo sito) che costringe, infine, lo stesso Direttore a rispondere invitando tutti alla calma.
Fallito il tentativo di infiammare attraverso i forum del Network, tocca al Consigliere Nazionale Bonechi di Pistoia l’onore di togliere l’ultimo velo di pudicizia alla “Divina”.
Lo fa facendo pubblicare sulla prima pagina del sito Confederale (notoriamente poco propenso ad accogliere spazi di dibattito) un fervorino con cui tenta di porre il Direttore dell’U.G.E.M. in stato di mora.
Vedremo se il Direttore dell’U.G.E.M. avrà ancora la forza e la pazienza di invitare alla pacificazione (e, soprattutto, se gli verrà concesso di farlo da quelle pagine)
(NOTA: Poche ore dopo la pubblicazione di questa newsletter il Direttore dell'UGEM, dimostrando impreviste doti di pazienza ha effettivamente risposto dal sito confederale invitando, nuovamente, tutti a maggiore moderazione).
A questo punto è impossibile distogliere lo sguardo e cercare di garantire alla “Divina” quell’antico riserbo di cui pare volersi disfare ad ogni costo.
Come quelle procaci signorine senza talento, che nei festival cinematografici riescono a catturare l’obbiettivo dei fotografi al semplice ostentare delle proprie grazie giovanili coperte “da una sola goccia di Chanel”, la “Divina”, immemore dei propri fasti artistici, ci impone, certo suscitando minore approvazione, le proprie vetuste nudità.
La pretestuosità dell’attacco, la violenza con il quale si è manifestato e con il quale viene condotto, le evidenti pressioni di cui sembrerebbero essere vittima gli organi confederali, la figura stessa del Direttore dell’U.G.E.M., che con il suo carattere mite (al limite della remissività, dice qualcuno) non invita certo alla polemica, farebbero pensare che la materia del contendere non sia, né possa essere, la protezione civile confederale bensì qualcosa di più “importante” che valga la pena di tutti questi sforzi...
Cosa?
Non è facile da dirsi.
Ciò che possiamo immaginare è l’epilogo: quando una attrice, in evidente crisi di autostima, comincia a spogliarsi per strada, forse potrà recitare ancora in qualche film, ma è assai probabile che le pellicole siano di genere “Hard Core”.
Qualcuno copra la “Divina”!
Per carità!
Che Iddio Ne Renda Merito
Andrea Cavaciocchi