Newsletter del 2 luglio 2006

"Effetto Calderoli"

 

“Perchè lo avete fatto?”
“Abbiamo dovuto per il bene del Movimento….”
“Ma sai bene che le attività di Protezione Civile hanno tre campi diversi di applicazione e che solo la "programmazione" richiede decisioni di tipo politico. La “Pianificazione” è un fatto scientifico che è roba da università e non da volontariato, né politico né tecnico; è la “Programmazione” che è un fatto di scelte politiche dove le Misericordie potrebbero dire la loro alle Istituzioni così come è successo in passato; invece il “Soccorso”  è un fatto tecnico dove la politica è bene non metta bocca: è come se un Governatore pretendesse di dire ad un Medico del 118 come soccorrere un ferito!”.. Perché hai accettato che la politica condizionasse le tecniche consolidate di soccorso stravolgendole in modo così ridicolo ed inapplicabile?"
“Lo so, ma queste cose bisognava che le dicessero i tecnici!”
“Sai bene che il Direttore dell’UGEM, da tecnico, non poteva smentire in pubblico il proprio Presidente Nazionale: non è nello stile e nella tradizione delle Misericordie. L’UGEM però ha preparato un documento da mesi… l’avete discussa la modifica all’allegato 9 del Regolamento?”
“No, non l’abbiamo discussa. La riunione era fatta per discutere solo del protocollo d’intesa…”
“E secondo te davanti a dirigenti nazionali che non si sono nemmeno degnati di discutere il documento che ha preparato, che cosa avrebbe dovuto fare il Direttore?”
“Loro non volevano assolutamente aprire la discussione sul documento dell’UGEM…”
“Perché?”
“Loro volevano che fosse approvato il loro documento e nient’altro!”
“E voi, buoni buoni, avete accettato le loro condizioni senza discutere…”
“Dicono di avere la maggioranza delle Misericordie con loro….”
“Ma se non le hanno riunite nemmeno! La Misericordie non sanno dell’esistenza del documento, non lo hanno discusso, non hanno discusso della proposta dell’UGEM che invece avrebbe decentrato l’operatività senza stravolgere lo Statuto! Lo sai! Hai assistito alle telefonate ai Governatori che cascavano dalle nuvole!”
“Il documento della Conferenza Toscana lo conoscono i coordinatori…”
“E nemmeno tutti! E poi da quando in qua i Coordinatori possono decidere all’insaputa del Governatori?”
“Io rispetto l’istituzione “Conferenza Toscana” e non ne metto in dubbio la legittimità delle posizioni che dice di rappresentare. Se i Governatori sono stati messi davanti al fatto compiuto e non sono stati informati sono loro che devono protestare…”
“Ma tutto questo è pilatesco! Tu c’eri… come dirigente nazionale lo sapevi… perché non hai detto nulla? Perché non ti sei opposto alla mortificazione dell’impegno di tanti Fratelli che hanno dato lustro al Movimento?
“Guarda che la Protezione Civile è solo una scusa… la questione è un’altra!”
“ E quale?”
“Se non veniva firmato il loro documento avrebbero fatto la scissione!”
“Dunque o si fa come dicono loro o spaccano tutto? Mi autorizzi a scrivere che lo hai detto?”
“Tu sei matto!”


Sorride a mezza bocca.
Abbassa la testa sfuggendo lo sguardo.
Sappiamo entrambi che il colloquio è avvenuto davanti a testimoni: potrei citare nome, cognome, incarico senza poter essere smentito…
Sappiamo entrambi che non lo farò: il suo nome, cognome, incarico, ormai non ha più alcuna importanza.
Ciò che non sa lui e che, in quel momento, non so neppure io, è che mi prenderò qualche giorno di assoluto silenzio per riflettere… una settimana per l’esattezza.
Ciò che non sa lui e che, in quel momento, non so neppure io, e che le voci nei giorni successivi cominceranno a circolare ugualmente… arricchendosi di particolari, di nomi, di supposizioni…
Ciò che non sa lui e che, in quel momento, non so neppure io, è che quelle voci costringeranno Conferenza Toscana a fare la prima grave ammissione di responsabilità riunendo le Misericordie toscane solo a cose fatte: lo farà senza la possibilità di confrontare la sua “ottima scelta” con l’alternativa proposta dagli uffici confederali competenti.
Riunioni in puro stile prefettizio dove si comunicano gli ordini di servizio emanati da un Illuminatissimo Sovrano. Lodi! Lodi! Lodi!.
Ciò che sappiamo però, sia io che lui, è che la secessione di fatto è già avvenuta: una specie di separazione consensuale dei beni concordata all’insaputa degli ignari, e forse mai consapevoli, proprietari.


“Sai che cosa mi ricorda tutto questo? Mi ricorda una intervista dell’On. Roberto Calderoli rilasciata nel dicembre 2003 quando il Governo Berlusconi discuteva la modifica della seconda parte della Costituzione e l’On. Bossi aveva minacciato la secessione se non fosse stata approvata. Calderoni disse nell’occasione che a sentir parlare di secessione a Roma diventano federalisti anche i sassi. Allora si parlò di ricatto della Lega al Governo. Tu come lo definiresti questo?”
“Abbiamo dovuto farlo… Loro hanno i voti delle Misericordie della Toscana…”


Freme. Guarda ripetutamente l’orologio. Vuole troncare una discussione che è diventato difficile sostenere…
Sia! Inutile ripetere che le Misericordie della Toscana non ne sanno nulla a chi ragiona in termini di pacchetti di voti elettorali…
Ci salutiamo con la misurata cortesia che si usa fra gentiluomini…
Ci separiamo raggiungendo, rispettivamente le nostre autovetture…
...rispettivamente lontane…

Qualcuno nella mattinata aveva parlato di “passione”…
Mi volto… non riesco a trovarne traccia nell’uomo, ormai lontano, che vi ha anteposto il calcolo…

Domani si voterà per il Referendum Confermativo.
Lo Statuto della Confederazione non lo prevede… è un peccato…

Che Iddio Ne Renda Merito

Andrea Cavaciocchi

 

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