Newsletter del 14 febbraio 2007

"Una vecchia lezione di giornalismo"



Gli articoli di giornale vanno sempre letti due volte.
"La prima volta vanno letti per capire ciò che dicono a proposito di cose che non si sanno; la seconda per capire ciò che tacciono a proposito di cose che già sappiamo”.
Così ci insegnava il nostro professore all’Università, sforzandosi di far capire, a noi testoni, l’importanza di ciò che veniva scritto e l’importanza, anche maggiore, di ciò che invece veniva taciuto.

Un lezione, quella, che è tornata alla mente la mattina di martedì 6 febbraio quando sui maggiori quotidiani fiorentini sono comparsi inaspettatamente titoloni a tutta pagina sulla faccenda Millennium.

Sapevamo dell’udienza (la prima) che si era tenuta il giorno precedente ed avevamo deciso di non farne menzione nei nostri aggiornamenti di MisericordiaOnLine per una semplice questione di “stile”: non volevamo essere accusati di usare una vicenda giudiziaria per avvalorare le nostre critiche ad una classe dirigente che riteniamo responsabile del dissesto finanziario e organizzativo della nostra Confederazione.

Abbiamo atteso, allora, che i dirigenti chiamati in causa dagli articoli di giornale, direttamente od indirettamente,  facessero conoscere il loro pensiero, non tanto sulla vicenda giudiziaria che è rimessa alla valutazione della Magistratura, quanto invece proprio su quel "resoconto giornalistico" che offriva una immagine quanto meno imprecisa e parziale.

Non solo non è stato fatto un fiato, ma si colto l'occasione dell'invio della Rassegna Stampa confederale per avvalorare quelle "tesi giornalistiche"  che appaiono, specialmente in un periodo pre-elettorale come questo,  assai comode per chi ha gestito la Confederazione in questi sei anni.

Evidentemente il nostro “stile” non è stato condiviso.
Come diciamo spesso e testimoniamo sempre, lasciamo agli altri la scelta, pronti ad adeguarci.

Già il solo fatto che due giornali in concorrenza fra loro (La Nazione e La Repubblica) siano usciti contemporaneamente (e con lo stesso risalto) con una “paginata” di cronaca dedicata alla Millennium desta meraviglia.
Solitamente, ci sembra di osservare, un simile risalto viene riservato soltanto a vicende che riguardano personaggi di spicco ed alimentano le discussioni di strada oppure quando siano in corso vere e proprie campagne di stampa. 
La straordinaria tempestività nel dare una notizia tutto sommato poco rilevante per il grande pubblico (ma rilevantissima per le Misericordie), così come la tempistica dell’udienza e della consueta “chiusura” delle edizioni, lascia pensare che il materiale, con cui quei lunghi articoli sono stati confezionati, sia stato disponibile per tempo senza la necessità di dover impaginare “ex novo” (e fuori tempo massimo) la cronaca.
Questo particolare risulta di un certo interesse per il nostro Movimento perché se l’uscita giornalistica fosse stata “programmata” potrebbe sorgere il legittimo sospetto che qualcuno abbia avuto interesse ad assicurarsi la diffusione di quelle notizie.
Ed un interesse, presuppone sempre un obiettivo.

Ricorriamo ai precetti del nostro vecchio Professore d’Università e dopo aver letto con attenzione quegli articoli, li rileggiamo nuovamente cercando di individuare ciò che è stato taciuto dagli incolpevoli giornali.
E’un illuminante esercizio che consigliamo di ripetere con noi perché capace di gratificare l’intelligenza.

Ciò che balza agli occhi è che in entrambi gli articoli si lascia intendere che la Confederazione fosse all’oscuro di quanto avveniva nella Millennium; solo Repubblica fa un timido accenno al fatto che il bilancio della società veniva approvato dal Presidente nazionale in qualità di rappresentante del socio unico (la Confederazione).
Sappiamo invece, ma non leggiamo, che in realtà la Millennium non solo aveva un Consiglio di Amministrazione che si riuniva regolarmente, ma che ne facevano parte autorevoli membri del Consiglio di Presidenza di quella stessa, ignara, Confederazione.

Dopo aver colto questa lacuna leggiamo, in altra parte del resoconto giornalistico, che la Millennium intratteneva relazioni commerciali con società intestate alle compagne ed alle fidanzate degli imputati.
Sappiamo, ma non leggiamo, che la Millennium aveva rapporti anche con altre società di cui erano titolari familiari di membri (ignari) del suo stesso Consiglio di Amministrazione.
Siamo sufficientemente smaliziati per distinguere un "fatto giudiziario rilevante" dalla semplice "nota di colore" che lo correda.
Abbiamo già detto che non vogliamo addentrarci in una vicenda già consegnata all'esame della Magistratura.
A noi interessa l'atmosfera, il colore, appunto, che la circonda,  quindi l'estetica, ed è considerando l'estetica che ci è apparsa questa "curiosa" disarmonia.

Ci fermiamo qui per non togliere il gusto del “vedo e non vedo” a quanti, seguendo i consigli del nostro Professore, si cimenteranno nella lettura e nella successiva rilettura di quegli articoli giunti con la rassegna stampa confederale.

Lasciamo ai Fratelli il compito di farsi una idea personalissima sull’ipotesi che quegli articoli siano stati “programmati” ed eventualmente, sul chi lo abbia fatto e perché.

Teniamo gelosamente tutta per noi, invece, la nostalgia per quella Confederazione lontana dagli intrighi e dal potere, nella quale, più giovani di oggi, ma con lo stesso spirito, avemmo l’orgoglio di poter servire.

Che Iddio Ne Renda Merito

 

 

Andrea Cavaciocchi

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