Ed
eccoci finalmente giunti alle Olimpiadi di Pechino.
Una festa che, così dicono gli organizzatori cinesi, riuscirà a
stupire il mondo per sfarzo, spettacolo e capacità organizzativa.
E Dio solo sa se in queste torride giornate estive anche noi non si abbia
voglia di essere stupiti; non si desideri essere distratti da qualcosa di
bello e di leggero; non si abbia voglia di un clima festaiolo e disteso.
Per la verità c'è chi ha temuto che la festa venisse rovinata da
certe notizie inopportune che propinavano la vecchia solfa
dell'occupazione del Tibet, delle proteste del Dalai Lama, degli atleti
dediti al doping a go-go.
Timore inutile e risibile.
Niente e nessuno fermerà l'Olimiade!
Non a caso il suo motto decuberteniano è "Importante è
partecipare".
"Importante è partecipare": come dire che l'importante
non è vincere, ma stare insieme, fare qualcosa insieme, competere
lealmente insieme.
L'importante è vivere intensamente le emozioni che affratellano, gioire
dei propri e degli altrui risultati, finalmente accumunati dall'essere
solamente, semplicimente, uomini.
"Importante è partecipare": lo hanno detto e ripetuto
anche i governanti del mezzo mondo che conta che fanno a gara nel vantare
buoni rapporti con gli organizzatori.
"Importante è partecipare": è quanto hanno sostenuto
con maggiore convinzione gli sponsor, che hanno speso fortune in
pubblicità, e gli industriali, grandi e piccoli, che sperano di
accumularne altrettante aprendosi a quel mercato sconfinato che è la
Cina.
Chissà cosa ne pensa De Cubertain della imprevista metamorfosi subita dal
suo motto: dalla ingenuità del leale confronto sportivo allo spietato
business mediatico.
Il fatto è che non è necessario doparsi per convincersi della bontà di
una cosa quando si ha terrore di scoprirla cattiva.
Lo sappiamo bene noi delle Misericordie che talvolta, non volendo
prendere atto di qualche scomoda verità, ci rifugiamo su posizioni, forse
un po' ipocrite, forse un po' ciniche, che tutto scusano e tutto
ammettono.
E così, noi che siamo sportivi da divano e patatine, non abbiamo
necessità di ricorrere all'EPO per salire sul podio olimpico della
spensieratezza.
Poteva MisericordiaOnLine mancare a questo appuntamento?
Poteva perdere l'occasione per l'ennesima zingarata guastafeste?
E così, con un occhio rivolto a certo buonismo ipocrita che talvolta
serpeggia nel Movimento e l'altro all'uso ipocrita del motto olimpico in
versione Wallstreet, invitiamo tutti a seguire le stupefacenti
trasmissioni televisive che ci arriveranno da Pechino con la
raccomandazione di non farsi trovare positivi all'analisi antidoping.
Per coloro che volessero raccogliere questa raccomandazione
MisericordiaOnLine mette a disposizione un
pratico Kit Anti-doping gratuito.
E' una zingarata, certo, ma non ne abbiamo colpa.
E' capitato che leggessimo una volta di troppo di quella Terza Opera di
Misericordia che ci impone di dare voce a chi voce non ha.
E fra l'invito di Cristo di dare testimonianza con le Opere e quello del
Presidente del Comitato Olimpico Internazionale che ci esorta a non
mancare allo spettacolo delle apparenze, abbiamo trovato assai più
stimolante il primo.
Che
Iddio Ne Renda Merito