Newsletter del 11 gennaio 2010

"Liberatio Mattutina...."


In queste ultime settimane, a causa di una improvvisa infermità paterna, mi è capitato spesso di varcare la soglia, più volte al giorno, del Centro di Riabilitazione ospitato in quello che fu il Pio sodalizio di Montedomini a Firenze.
Nell’androne spicca una frase che mi è tornata in mente ieri sera leggendo (in ritardo lo ammetto) il vorticoso “giro di E-Mail” che in questi giorni sta interessando tutti gli organi confederali.

La frase in questione è: “Mens Laeta Requies Moderata Dieta
Si tratta della sintesi di una antica prescrizione medica della Scuola di Salerno il cui testo completo recita: “Si tibi deficiant medici, medici tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderata diaeta.”.
La traduzione suona più o meno così: 
Se non riesci a trovare un medico, ti siano medici queste tre cose: una mente rivolta a pensieri positivi, una vita tranquilla ed una dieta moderata” 

Le prescrizioni mediche della “Scuola di Salerno” risalgono al nono secolo e possono far sorridere al confronto della moderna medicina infarcita di scoperte scientifiche e di strumenti diagnostici e terapeutici ad elevata tecnologia.
Tuttavia è impossibile non riconoscere del buon senso nell’antica prescrizione.

Convinto di ciò ho applicato a me stesso un’altra prescrizione degli antichi medici salernitani (“Liberatio mattutina est tamquam medicina”) e senza por tempo in mezzo ho messo mano a questa newsletter che intende invitare tutti a maggior senso della misura ed al rispetto delle regole democratiche che governano il nostro Movimento.


La mia vuole essere prima di tutto una raccomandazione di buon senso.
Ed è il buon senso, a giudicare dalle E-Mail che stanno circolando, che pare sia stato smarrito in Confederazione in queste ore.

Che il processo democratico confederale negli ultimi dieci anni si sia gravemente ammalato è cosa nota a tutti, così come è noto a tutti che le cure degli “sciamani” che si sono di volta in volta proposti come guaritori hanno finito per aggravarne tanto i sintomi che lo stato generale di salute.

Fu questa consapevolezza che ci spinse a rinunciare alle miracolose promesse di magici quanto improvvisati taumaturghi per scegliere, invece, la strada che ci avrebbe portato a riscoprire gli antichi valori, i valori fondanti, quelli a cui non è possibile rinunciare, che rendono unico nel mondo il nostro Movimento.

Focalizzare l’attenzione su quanto di buono ci unisce (Mens laeta) dimenticando offese, soprusi ed errori: questo è stato il senso dei Convegni del Consiglio Nazionale organizzati in preparazione della discussione sugli indirizzi del nuovo statuto.
Poco importa se quei Convegni sono stati ripetutamente disertati da Confratelli importanti, per carica istituzionale o per fama. Non siamo tutti uguali. 
C’è chi come me, trovando agevole scrivere, preferisce mettere per scritto ciò che pensa; c’è chi preferisce esprimere il proprio parere “de visu”; c’è chi, per timidezza magari, preferisce tenere per se i suoi pensieri.

E’ stato così che, senza grandi clamori (requies), si è finalmente giunti alla data prefissata del settembre 2009 allorquando il Consiglio Nazionale è stato messo in condizione di avviare la sua discussione sugli indirizzi che avrebbe dovuto avere il nuovo Statuto.

Come è a tutti noto, la questione centrale era quella di mantenere l’unità del Movimento da un lato e di promuoverne una struttura democratica decentrata dall’altro (moderata dieta),.
Si è trattato di un esercizio non facile soprattutto perché pressati dalla notizia dell’imminente varo di una legge in Toscana che avrebbe imposto, ben prima dell'approvazione del nuovo Statuto, un “taglio federativo” anche al nostro Movimento.
Consapevolmente e, credo, con molto senso di responsabilità si è dunque forzato lo Statuto vigente avviando la costituzione di una Federazione in Toscana assumendo, però, il contemporaneo impegno a “lavorar sodo” attorno al nuovo Statuto confederale in modo da rafforzarne il potere di coesione nazionale. 
La notizia che questa nuova legge in Toscana non si farà (o non si farà in tempi brevi) e che anche in Toscana si proseguirà (in regime di proroga) secondo il vecchio ordinamento è giunta in questi giorni mentre il Consiglio Nazionale sta concludendo il suo non facile lavoro.
Ciò, a rigor di logica, venendo meno le ragioni di urgenza, dovrebbe contribuire a dare maggiore serenità al dibattito interno.
Invece, a giudicare dalle E-Mail che stanno circolando, pare che il livello di tensione si sia improvvisamente alzato.

Non vorrei che i “motivi di urgenza” di allora, che ci hanno fatto condividere la responsabilità di una “momentanea forzatura dello Statuto”, una volta venuti meno, autorizzassero qualcuno a pensare ad uno “stato di fatto permanente” (una sorta di "Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto... chi ha dato, ha dato, ha dato... scurdámmoce 'o ppassato, simmo 'e Napule paisá!...")  che lo esima dal rispettare gli impegni assunti davanti al Movimento per il rafforzamento della Confederazione Nazionale.

mens laeta, requies, moderata dieta” mi sembra sia una buona, anche se antica ed un po’ ingenua, prescrizione medica.

Di certo personalmente ho trovato beneficio dall’applicare a me stesso quell’altra prescrizione dell’antica Scuola Salernitana: 
“Liberatio mattutina est tamquam medicina"


Che Iddio Ne Renda Merito


Andrea Cavaciocchi


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