Newsletter del 11 marzo 2010

"Asterix, lo screanzato"

  (il titolo è stato scelto da MisericordiaOnLine)


Come diceva Ennio Flaiano "La situazione è grave, ma non seria!".
Ed allora, mentre anche nel Movimento c'è chi si è iscritto alla gara nazionale del diatlon in voga nella seconda repubblica (comprende due specialità sportive: "aggiramento delle regole" e "prova muscolare") tanto vale dedicarsi ai fumetti che, se non sono veri capolavori della letteratura mondiale, almeno (...perlomeno loro!...) mantengono una morale.

Un Confratello, che per modestia ha voluto tacere il nome, ha inviato un breve racconto.

Che pubblichiamo.



Correva l'anno 50 a.c; tutto il mondo conosciuto era sotto il controllo di Roma, la quale con le sue legioni, aveva imposto la propria cultura.

Indubbiamente il diritto romano e la civiltà romana rappresentavano l'evoluzione delle civiltà egizia e greca, concentrando in se i lati migliori, ma anche i peggiori.
Il senato romano che fino ad allora aveva rappresentato la democrazia, in quanto tutto veniva discusso e deciso nelle assemblee,stava vivendo gli ultimi momenti di libertà.

Era emersa una personalità che avrebbe condizionato il futuro di Roma: Gaio Giulio Cesare, il fondatore dell'impero. 
Sotto di lui tutte le tribù ribelli erano state costrette a depositare le armi e ad accettare la civiltà latina.
Al di là dei confini esisteva solo la barbarie e l'ignoranza.

Tutto procedeva per il meglio nell'impero  e Cesare avrebbe potuto dire di aver conquistato la Gallia se non fosse stato per un piccolo paese di irriducibili che non ne voleva sapere di sottomettersi.


I suoi abitanti vivevano tranquilli nella loro comunità semplice ma genuina, forte di quei valori che la storia e la cultura della campagna portano con sè.
Avevano però un carattere fiero ed orgoglioso ed erano disposti a tutto per difendere il loro villaggio. 

I romani avevano provato in tutti i modi, leciti ed illeciti,  a "romanizzare" quei Galli: li avevano perfino circondati con ben quattro accampamenti da cui facevano partire le loro legioni, ma tutte le volte erano stati respinti riportandosi a casa occhi neri e braccia rotte.


La cosa faceva letteralmente imbestialire Cesare, sempre in procinto di una devastante crisi di nervi: non si rassegnava alle ripetute sconfitte ma, soprattutto, non sopportava che i peggiori di quei nemici fossero un piccoletto apparentemente gracile (Asterix) ed un omaccione pacioso (Obelix).

 

Ed Asterix ed Obelix erano appunto Galli di quel villaggio di irriducibili.


Come tutti anche quel villaggio aveva un capo.

Era  Abraracoircix, un tipo un pò presuntuoso ma con un carattere pepato, che temeva solo due cose: la moglie e che il cielo gli cadesse in testa (per questo viaggiava sempre su uno scudo pronto all'uso).
L'autorità morale era però riconosciuta a Panoramix, il druido conoscitore di una magica pozione che rendeva invincibili: fra i suoi clienti abituali aveva appunto Asterix, un giovane che come Obelix era giunto al villaggio da Lutezia dove aveva i genitori. 
Obelix invece, essendo caduto dentro la pozione da bambino, era meglio che non ne bevesse altra e la cosa lo ingelosiva molto: si consolava con l'amicizia del cane Idefix. Obelix nonostante la mole era di indole gioviale e giocosa, ma poteva diventare tremendo se solo si infastidiva il suo Idefix o gli si impediva di mangiare il cinghiale di cui era ghiotto.
Eppoi vi erano ancora il bardo Assurrancetourix, Beniamina la moglie (tremenda) del capo, Matusalemix il reduce dalla battaglia (vinta) di Gergovia, Automatix il fabbro e molti altri.

Tutti irriducibilmente decisi a non diventare "romani"
Toutatis era la loro divinità e li proteggeva.

Gli scontri fra questi piccoli Galli screanzati e le moderne e ben organizzate legioni romane finivano immancabilmente con grandi libagioni a base di cinghiale per i primi e con lunghe e dolorose convalescenze per le seconde.

 

Come sappiamo ad un certo punto Cesare se ne tornò a Roma proclamando di aver conquistato la Gallia, ma tacendo di quel villaggio che ancora, nonostante tutto, gli resisteva. 

Molti personaggi sono così attuali che quasi sorge il dubbio che i loro disegnatori conoscessero quanto avviene oggi.

Possiamo solo notare che l'impero Romano, che per alcuni secoli governò il mondo, poi scomparve degradando nel buio di un interminabile turbinio di divisioni interne, intrighi, gelosie, personalismi e malgoverno, mentre la piccola Lutetia, patria dei genitori di Asterix ed Obelix,  è diventata “la città delle luci” , la Ville Lumiere, l'attuale Parigi.

Si può trarre una morale da questa storia? Penso di sì.

Che Iddio Ne Renda Merito


OBELIX


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