DE-BRIEFING


Al termine di una Operazione, di una Esercitazione, di un Addestramento è tradizione che si faccia un De-briefing nel quale evidenziare quanto è avvenuto. 
Per Arnus 2006 ciò è avvenuto in modo imprevisto a seguito della pubblicazione del reportage fotografico. Ciò non di meno si tratta di un contributo interessante.


Da: Franco s.
Remote Name: 85.195.119.22
Date: 03/11/2006
Time: 10:58:23

Informo che da noi è stato stipulato un accordo fra 115 e 118 per coordinare le chiamate di soccorso fra la Centrale 118 ed i pompieri di Siena. L'accordo conferma che in condizioni ordinarie ai pompieri viene riconosciuta la competenza in caso di soccorso tecnico urgente mentre al 110 quella del soccorso sanitario urgente. Questo in condizioni ordinarie. Si sa invece che l'intervento di soccorso in condizioni straordinarie tali da attivare il sistema di protezione civile le competenze vengono gestite in base alla 225 ed alle disposizioni dei COM. Per chiarezza.


Da: buffo
Remote Name: 216.216.32.6
Date: 03/11/2006
Time: 10:28:11

Nessuno vuol fare l'eroe, ma nemmeno si vuole passare per piccioni incompetenti. La storia della zona rossa invalicabile nell'esercitazione allo Statuto, se si voleva dire che era una situazione NBCR è una bufala perchè chi c'è entrato non aveva le protezioni previste, se è per dire che il volontariato deve solo fare il manovale od al massimo il portantino ci sono riusciti... meditate gente meditate


Da: buffo
Remote Name: 216.216.32.6
Date: 03/11/2006
Time: 10:21:21

NBCR sta per NUCLEARE, BIOLOGICO, CHIMICO, RADIOLOGICO e richiede una particolare attrezzatura per il soccorso (vedasi le disposizioni del Ministero degli Interni http://www.interno.it/news/articolo.php?idarticolo=20993 ). Non mi sembra che l'intervento di cui discutiamo abbia le caratteristiche NBCR (nemmeno simulate) tanto che il personale in zona rossa non ha alcuna particolare protezione. Bisogna dire che la zona rossa NBCR è la sola zona rossa (convenzionalmente la zona rossa è l'area dove sono ammessi soltanto i soccorritori) dove il personale di soccorso non attrezzato non può entrare.


Da: Marco P.
Remote Name: 212.171.252.243
Date: 03/11/2006
Time: 10:17:19

Zona a rischio Nucleare, Biologico, Chimico o Radioattivo... Sarà il caso che ci stiano quelli attrezzati e che li pagano per andarci?!!! Quante belle cose si scrivono sulle lapidi degli eroi...


Da: gigio
Remote Name: 88.34.57.250
Date: 03/11/2006
Time: 10:17:08

..rischio Nucleare Batteriologico ecc.ecc.


Da: buffo
Remote Name: 216.216.32.6
Date: 03/11/2006
Time: 10:04:02

Ebbravo... e che è mai la zona NBCR???


Da: disc
Remote Name: 217.221.79.98
Date: 03/11/2006
Time: 09:57:11

per onor di cronaca, in zona rossa entrano unicamente i Vigili del Fuoco, neppure i Medici ed Infermieri DEU. La zona rossa, però, viene individuata in un intervento a rischio NBCR (VVFF in zona rossa, Sanitari abilitati in zona gialla, Volontari in zona verde), dove servono formazione ed attrezzature specifiche, non su incidenti stradali!


Da: pietro
Remote Name: 85.35.158.249
Date: 03/11/2006
Time: 06:25:29

Non abbiamo visto nelle immagini, aldilà della integrazione o meno, neppure un volontario o un soccorritore ferito ne morto, eppure sono i primi a giungere sul posto


Da:
Remote Name: 82.89.161.237
Date: 02/11/2006
Time: 18:12:54

Ho letto la lettera del Vigile del Fuoco nelle notizie e mi sembra che sia difficile integrarsi con chi pensa che nella zona rossa non ci possano entrare i volontari. Si vede che la 225 è stata dimenticata e che la nostra manovalanza va per la maggiore anche fra i pompieri...


Annuncio EMail
02/11/2006
07:12:10

(Firenze) ARNUS 2006 - UN VIGILE DEL FUOCO REPLICA PRECISANDO I FATTI E LANCIA UNA PROPOSTA DI COLLABORAZIONE
Il reportage fotografico che ha accompagnato le notizie sulla "Arnus 2006" ha suscitato la replica di uno dei Vigili del Fuoco protagonisti nella quale spiega il proprio punto di vista. 
Per correttezza di informazione, ma soprattutto per fugare ogni intento denigratorio, pubblichiamo integralmente il suo intervento (omettendone la firma), con l'unica notazione che le foto sono state pubblicate seguendo la stessa sequenza degli scatti e che non vi è stata da parte nostra alcuna loro manipolazione. Le didascalie alle immagini hanno lo scopo di aiutarne la lettura. I commenti alle diverse sequenze delle immagini, ben separati da queste e dalle didascalie, hanno avuto lo scopo di mettere in successione le varie serie di scatti. Le impressioni che in qualche caso accompagnano i commenti sono quelle stesse provate al momento dello scatto mettendo in relazione ciò che veniva visto con l'impressione ricevuta personalmente dall'osservatore.
Aggiungiamo che questo sito, gestito unicamente da volontari senza implicazioni istituzionali,  se sarà ritenuto necessario dagli interessati e se saranno fatti pervenire in formato idoneo, sarà lieto di mettere in linea i filmati di cui si da notizia e che dimostrano, in ossequio alla verità e con la più sincera soddisfazione di tutti, la ragione di ciò che è stato immortalato dagli scatti e che avrebbe fornito all'osservatore impressioni  inesatte.
Ci sembra però di cogliere nella lettera inviataci dal Vigile del Fuoco un invito a superare le tensioni polemiche ed a sviluppare una più stretta collaborazione fra il Corpo e le Associazioni di Volontariato: considerando l'episodio chiuso è da qui che vorremmo ripartire.

"Con la presente si fa riferimento al testo web redatto presso il Vs sito misericordiaonline sezione “La Bacheca delle notizie” il giorno 29/10/2006. Mi chiamo (nome omesso) e sono uno di quei Vigili del Fuoco ripresi e fotografati durante l’esercitazione Arnus di domenica scorsa; facevo parte con altri 3 colleghi della squadra che è intervenuta per la messa in sicurezza dei feriti dentro l’autobus incidentato e alluvionato. Ieri sono stato informato di questo articolo apparso su internet griffato Misericordia, e con rammarico ho riscontrato che le foto pubblicate sono state accompagnate da commenti sommari e per niente attinenti ai fatti realmente accaduti. Sono state estrapolate in momenti molto ma molto differenti da come descritto nelle didascalie sottostanti, e montate dipinte e commentate a regola d’arte in modo diffamatorio oltre che superficiale. Nel leggere quelle righe la mia più grande meraviglia è stata quella di non capire come un’organizzazione seria e stimata come la Misericordia avesse potuto pubblicare un testo così falso e tendenzioso, di basso profilo morale; non mi metterò a spiegare foto per foto quello che è stato pubblicato, basterebbe replicare con un filmato che illustra chiaramente come sono andate veramente le cose. Noi quello che sappiamo fare lo dimostriamo tutti i giorni lavorando, difronte ai cittadini, alle istituzioni, a chi collabora con noi, e quello è davanti agli occhi di tutti, senza telecamere o macchine fotografiche usate come coltelli per colpire non si sa bene chi e perchè…Di errori se ne commettono tanti, tantissimi, c’è sempre da migliorare, ma si cerca di analizzarli, correggerli, imparare da essi per non cascarci più; a questo servono anche le esercitazioni, le collaborazioni e le interazioni professionali tra gli enti, questo è lo spirito della protezione civile. Poco a che fare con questo spirito hanno articoli sgradevoli e minatori come quello da Voi pubblicato.
In quelle righe si fa riferimento ai tanti volontari preparati rimasti a guardare senza capirne il motivo; già questa analisi di per se superficiale, mi fa capire che evidentemente chi lo ha scritto, oltre a non avere il coraggio di firmarsi, è anche un incompetente in materia di soccorso. 
Chissà perchè era stata istituita una zona rossa, forse per un gioco cromatico? 
E tutti quei commenti da luminare sanitario sulla posizione di sicurezza di alcuni feriti con fratture esposte e sospette lesioni alla colonna vertebrale? 
I filmati saprebbero raccontare come sono state fatte le valutazioni primarie, le disostruzioni delle vie respiratorie, i monitoraggi, i colpi, le spinte e le continue pressioni dei feriti lievi, i continui movimenti dei feriti di codice rosso proprio per rendere difficile l’opera dei soccorritori, anche le più banali come quello di mettere un semplice collare cervicale, altrimenti cosa stavano li a fare?
In più non si menziona l’ottima collaborazione con il personale sanitario (staff 118 con medico e infermiera) di indiscusso spessore professionale che ha esaminato tutti i feriti prima di essere avviati alle teleferiche di evacuazione.
Banale, praticamente ridicolo il commento su un ipotetico panico da “scena mediatica” anche se effettivamente noi Vigili del Fuoco non siamo molto abituati a girare scene di false calamità per aumentare la visibilità al cittadino come molte associazioni di volontariato; in compenso però capita spesso di ritrovarsi da soli ad affrontare le molteplici situazioni che quotidianamente siamo chiamati a risolvere. 
E per finire questa email, giusto per precisare, i Vigili fotografati sono stati formati con corsi di molte ore di Tecniche di Primo Soccorso Sanitario, Supporto Vitale al Traumatizzato, BLSD, BLS Pediatrico, ecc..ecc.. come ormai la quasi totalità dei VV.F. operativi, quindi non sono come il “mucchio”.
Sarebbe stato molto più consono e gradito un Vs invito alla risoluzioni dei “nostri” eventuali “errori” in sede appropriata, utile per contribuire ad accrescere il quotidiano scambio di esperienza lavorative tra un organo istituzionale del pubblico soccorso e una associazione di volontariato piuttosto di certe infondate e diffamanti accuse su chi del soccorso e dell’emergenza ne fa una ragione di vita. 
Sicuro di una celere e adeguata spiegazione, saluto cordialmente

(Lettera firmata)


Protezione Civile
29/10/2006
22:03:59

(Roma) ARNUS 2006 - VIGILI DEL FUOCO IN VETRINA (FORSE TROPPO)
I Vigili del Fuoco di Firenze hanno ottenuto giustamente, per i meriti storici del corpo, assoluto risalto nel corso della Esercitazione Arnus 2006.
Fra le altre cose, nonostante la presenza di centinaia di inoperosi volontari della Protezione Civile, molti dei quali dotati Brevetto Sanitario riconosciuto dalle ASL per i servizi di 118, si sono prodigati in uno spettacolare (l'unico) intervento di soccorso alla vita umana. 
Lo scenario era un autobus con feriti a bordo.
I risultati sono mostrati nel reportage fotografico che segue.

Nel corridoio dell'autobus giace una vittimaLa vittima come appare agli osservatori esterni
Giungono i Vigili del Fuoco ed evacuano gli occupanti. Uno di questi rischia di cadere davvero.Il Vigile del Fuoco pare non essersi accorto della presenza di feriti più gravi.
Nel frattempo sopraggiunge un altro Vigile del Fuoco Reca il materiale per il soccorso racchiuso in due zainetti
Il vigile si accorge del ferito disteso nel corridoio Provvede ad applicare un collare cervicale. Si noti la posizione della testa del ferito
Il Vigile del Fuoco pare avere qualche difficoltà nell'applicazione del collare. Si noti che ha ruotato la testa del ferito per applicarlo. L'Operazione pare conclusa. Il ferito viene protetto con una coperta termica, ma non viene messo in posizione di sicurezza.

La tecnica usata in questo intervento ha lasciato molte perplessità fra i moltissimi volontari che vi hanno assistito perchè non sono state applicate le più elementari norme "salvavita" ben note anche ad un "soccorritore" alle prime armi,   ma si è evidentemente trattato di un comprensibile effetto dell'emozione del trovarsi al centro della scena  mediatica.
Ma sull'autobus vi sono altri feriti...

Un ferito è seduto e si trova in evidente stato di mancanza di coscienza Un Vigile del Fuoco pare volersene occupare...
 ...ma resta in attesa di aiuto limitandosi a sorreggergli le spalleArriva un altro Vigile del Fuoco ed insieme provvedono a togliere dal sedile il ferito. Si noti che viene spinto in avanti (la testa si intravede dal finestrino) senza assicurare alcuna protezione cervicale o spinale.
Il ferito viene sdraiato sul pavimentoLa testa del Ferito viene appoggiata sulle ginocchia dal Vigile del Fuoco: ciò facendo si sollecita nuovamente la spina.
Primo rimedio in assoluto messo in atto dai due Vigili del Fuoco: la molto scenografica coperta termica Un Vigile del Fuoco provvede a bloccare la testa del ferito (leggermente reclinata sulla destra) - vedasi il particolare successivo
Come si vede la presa è sulle pareti temporali-occipitali e non vi è sostegno della mandibola nè vera iperestensione.Il Vigile del Fuoco ruota la testa verso l'alto sollevandola con delicatezza da dietro.
Finalmente i due Vigili del Fuoco provvedono a mettere il collareUno dei vigili del fuoco solleva la testa del ferito per  facilitare l'operazione. La coperta termica sembra creare qualche problema
Soccorso concluso. I due Vigili del Fuoco si allontanano Ecco come viene lasciato il ferito. Se ne tenga memoria

Le perplessità si sono accresciute e ci siamo chiesti quale fosse l'assistenza assicurata ai feriti dopo gli interventi un po' avventurosi fatti sull'autobus...

Abbiamo seguito una ragazza con ferita emorragica all'avambraccio destro. Il Vigile del fuoco la allontana dall'autobusSi noti che alla ragazza non è stato applicato alcun laccio anti-emorragico nè alcuna compressione. Si noti anche la "presa" esercitata dal Vigile del Fuoco
Con grande sorpresa vediamo che alla ragazza viene fatto compiere un lunghissimo percorso a piediSeguiamo ferito e soccorritore. La ragazza viene fatta sedere semplicemente a terra (non in posizione anti-shock)
 Non viene abbandonata a se stessa. Un Vigile del Fuoco la rassicuraLa ragazza continua a perdere sangue
Notiamo poco distante un gran daffare Scopriamo che un ferito sta per essere trasferito con la teleferica.
Si tratta di una ragazza a cui è uscito il bulbo oculare dall'orbita ed al quale non è stata applicata alcuna protezione.L'unica preoccupazione pare essere quella di assicurare una buona traversata.

La qualità del soccorso prestata ai feriti e dimostrata sin qui ci ha fatto ritenere inutile la verifica al PMA (tra l'altro molto distante dal luogo del soccorso).
Prima di lasciare definitivamente Arnus 2006 torniamo all'autobus per vedere se le cose fossero migliorate...

I due feriti che abbiamo visto soccorrere sono ancora sull'autobus. Nessuno se ne cura e quindi sospettiamo siano decedutiLa coperta termica con cui si era voluto proteggere il primo dei feriti, a causa del via vai nel corridoio dell'autobus si è spostata e ne lascia scoperto il tronco
Anche l'altro ferito è lasciato a se stesso ed i Vigili del Fuoco sono "costretti a scansarlo per non inciamparci"...Abbiamo sbagliato... Il ferito non è morto: ha la maschera ad ossigeno, ma continua a non stare in posizione di sicurezza: e se avesse un rigurgito?

Si penserà che questo reportage sull'intervento dei Vigili del Fuoco ad Arnus 2006 sia troppo impietoso verso il Corpo.
E' al contrario il riconoscimento sincero delle loro capacità specifiche ed un invito altrettanto sincero a non occuparsi, per esigenze di copione, di ciò che i volontari, ed i Fratelli della Misericordia in particolare, sanno fare meglio di loro: ne avevano centinaia a disposizione, bastava scegliere nel mucchio.


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