Per dare conto della "Esercitazione Mugello 2006" si è deciso di concentrare l'attenzione sulle attività addestrative in modo da rappresentarne la natura, gli scopi e l'impegno dei Fratelli.
Senza indulgere nell'epica del volontario nè in quella della autocelebrazione da parata, ma mostrando ciò che effettivamente viene fatto.
Abbiamo così registrato alcuni degli eventi della giornata addestrativa di sabato 13 maggio.
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| Sabato 13 maggio 2006 - ore 07.00 Dopo le attività addestrative della notte, che si sono protratte fino alle 03.00, i Fratelli hanno potuto godere di qualche ora di sonno. Il Campo sembra abitato soltanto dai Fratelli della S.O.M. |

| Sabato 13 maggio 2006 - ore 07.00 Ai Fratelli della S.O.M. spetta il compito di addestrarsi nelle operazioni operazioni amministrative di base e nella gestione delle squadre impegnate in addestramento.Lo scopo è quello di imparare a riuscirvi con mezzi tecnologici elementari: una radio ed una carta topografica |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 07.30 La S.O.M. allerta una Squadra di Salvataggio (Y) per una ricerca e l'eventuale soccorso di una squadra di operai forestali, che sembra necessiti di soccorsi, in una zona impervia alle falde di Montesassi. Il compito dei Fratelli sarà quallo di raggiungere l'area con il solo ausilio della carta topografica mantenendosi in collegamento con la S.O.M.. A prima vista si tratta di un incarico relativamente semplice. |

| Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.10 La Squadra, seguendo le indicazioni cartografiche raggiunge il suo obbiettivo che si trova in un casolare abbandonato nel folto di un bosco. I dispersi sono operai forestali impegnati nel taglio della legna che si sa esser soliti fare tappa presso il casolare. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.10 Uno dei dispersi viene individuato subito, si agita gridando per la radura: è in evidente stato confusionale. I Fratelli cercano di calmarlo e di acquisire le informazioni sull'accaduto: appredono così che la squadra di operai era composta da 5 persone e che una di esse si era allontanata per chiedere soccorso. Poco dopo si affaccia un secondo operaio che protesta animatamente per la lentezza dei soccorsi. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.10 Poco distante viene individuato un terzo operaio con una ferita alla coscia causata dal contatto con la motosega. Al momento è quello che appare essere l'unico ad avere necessità di cure sanitarie urgenti. Mentre vengono praticate le prime cure i Fratelli cercano di individuare gli operai che mancano all'appello. Viene intanto richiesta una ambulanza. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.25 Mentre i due agitatissimi operai, con le loro animate proteste, disturbano il soccorso al proprio collega, ad un Fratello della Squadra sembra di udire una richiesta di aiuto proveniente da un intricata boscaglia. Viene così individuato, con moltissima difficoltà, un quarto operaio, al fondo di un canalone, che è stato travolto dal crollo di un albero e del legname che stava tagliando. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.25 L'operaio appare essere stato vittima di vari traumi e fratture, è cosciente ed alla vista del primo soccorritore inizia a lamentarsi urlando per il dolore chiedendo di essere soccorso. La sequenza fotografica che segue illustra le fasi e la difficoltà del soccorso. |

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| Sabato 13 maggio 2006 - ore 08.45 L'operaio viene alfine recuperato in sicurezza con l'uso del tobooga. Viene intanto richiesto l'invio di altri due mezzi di soccorso. La squadra si chiede dove sia finito il quinto operaio. La pressione dei due agitatissimi operai e l'urgenza di prestare soccorso ai loro due colleghi gioca un brutto scherzo alla Squadra: non realizza che il quinto operaio è quello che ha lanciato l'allarme e che quindi si trova già al sicuro. |

| Sabato 13 maggio 2006 - ore 10.45 Il tempo di rientrare al Campo e di dare il "Liberi da Servizio" e la squadra viene avviata, assieme alle altre, alla Scuola Media del capoluogo dove è in corso l'evacuazione degli studenti. Questa volta i ragazzi, oltre a provare le consuete procedure, possono osservare da vicino il lavoro dei soccorritori. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 11.50 Mostrare la propria capacità operativa nel servizio di Protezione Civile in occasione di eventi straordinari non è soltanto motivo di orgoglio per il Movimento delle Misericordie: è soprattutto cercare di guadagnarsi la fiducia dei cittadini per le attività di soccorso quotidiane più vicine alla loro diretta esperienza: ecco allora la simulazione di un incidente stradale nella piazza del capoluogo. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 14.30 Una delle prove del pomeriggio impegna, in modo congiunto, gli equipaggi delle Unità di Salvataggio (Y) e delle Unità di Evacuazione (WA): si tratta di individuare e raggiungere una impervia località dell'appennino di Gattaia e soccorrere una famiglia in un casolare isolato. Lo scopo è quello di verificare la capacità di coordinamento fra i diversi equipaggi con un occhio particolarmente attento alla sicurezza. |
 | L'uso del casco nella guida in fuoristrada ne è un esempio: a qualcuno può sembrare una esagerazione da esaltati "ruspisti". I Fratelli impegnati nella prova ne hanno invece potuto apprezzare i vantaggi quando si è in azione. |
 | La guida in colonna può apparire ad un "non esperto" un fatto banale. Non è così in guida fuoristrada: chi apre la colonna, guidandola con la carta topografica, deve considerare la mobilità di tutti mezzi, mentre chi segue deve accertarsi di poter procedere superando gli ostacoli del terreno. Perfino la polvere sollevata dal mezzo che precede può diventare un problema. |
 | Un fuoristrada non si guida come una normale auto: può affrontare percorsi "impossibili" solo se chi lo pilota conosce a fondo le tecniche adatte. A maggior ragione se il fuoristrada è un automezzo di soccorso destinato a trasportare non "gitanti in vena di "avventure da Rambo", ma traumatizzati bisognosi di cure. Questo spiega perchè agli equipaggi sanitari della Protezione civile delle Misericordie viene richiesta una ulteriore specializzazione. |
 | Una ambulanza fuoristrada, per garantire il massimo confort al traumatizzato, si trova a dover affrontare "passaggi difficili" resi ancor più complicati dalle esigenze del soccorso sanitario. Nella immagine una Unità di Evacuazione (WA) impegnata nel districarsi su un fondo fangoso in salita reso ancora più difficile dalle pietre emergenti. |

| Esigenze simili anche per le Unità di Salvataggio (Y) che con il loro carico di materiale e soccorritori devono garantirsi la massima approssimazione al loro obbiettivo sfruttando le occasioni di massima aderenza offerte avaramente dal terreno. Nelle immagini alcuni passaggi impegnativi che richiedono una profonda conoscenza delle possibilità tecniche del mezzo. |
 | Nella immagine, un passaggio su una petraia.
A prima vista quello che appare come un letto di un torrente può sembrare impossibile da superarsi: con calma e perizia l'equipaggio della Unità Y riuscirà a superarlo |
 | Contrariamente a quanto si è soliti pensare la guida in fuoristrada si fa soprattutto "andando a piedi".
Nella immagine il "navigatore" di una Unità Y segnala al pilota di una Unità WA "dove mettere le ruote" per superare un tratto reso difficile dal fango e dalle grosse pietre.
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 | Addestrare un equipaggio sanitario di protezione civile alla guida in condizioni estreme significa avere una opportunità in più per garantire il soccorso e la salvezza del prossimo bisognoso. Le Misericordie non affrontano mai il "soccorso" con banalità e leggerezza.
Nella Immagine l'Unità WA della immagine precedente ha superato l'ostacolo. |
 | La collaborazione fra le diverse Unità diventa il fattore essenziale del successo di una missione.
Tutto deve avvenire con il massimo sincronismo fra il pilota, l'equipaggio, ed il "navigatore" a terra.
Si tratta di comunicare attraverso segnali precisi, conosciuti da tutti, che consentano alla Unità di procedere anche laddove sembrerebbe impossibile. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 16.30 Chi pensasse che l'uso del fuoristrada consenta sempre di arrivare a destinazione, è costretto a ricredersi.
Dopo quasi due ore di marcia in fuoristrada gli equipaggi sono costretti a percorrere l'ultimo chilometro a piedi facendosi strada nel fitto bosco. |
 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 17.30 Ci si può chiedere se tutto questo sforzo addestrativo abbia senso.
La risposta è "SI!"...
... la forniscono le "vittime" che altrimenti non si sarebbe potuto raggiungere. |
 | I Fratelli con questo tipo di addestramento si abituano ad affrontare con sicurezza le diverse discipline tecniche, dalla guida, alle comunicazioni...
... si abituano a mantenere la lucidità anche nella fatica...
...per essere pronti, una volta giunti, ad effettuare il soccorso con la stessa perizia che dimostrano nel servizio sanitario quotidiano lungo le strade. |
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 | Nelle immagini precedenti, un equipaggio al termine della "camminata" si trova costretto ad impegnarsi in una manovra che è molto delicata anche in condizioni "normali": un "ponte spinale
Nella immagine sotto ed a fianco, lo stesso equipaggio, dopo aver recuperato la vittima ed averla messa in sicurezza, si avvia a trasferirla sulla Unità di Evacuazione ripercorrendo a ritroso il tragitto a piedi. |
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 | Sabato 13 maggio 2006 - ore 17.30 Lucidità e disciplina nei comportamenti: questi sono gli ingredienti della prova che si vuole migliorare.
L'affiancamento alla squadra dei cinofili "AKELA" è una ulteriore componente che impegna i Fratelli già stremati dalla fatica: seguire i cinofili senza disturbare il lavoro dei cani richiede attenzione e concentrazione. |
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 Sabato 13 maggio 2006 - ore 18.30 Tutte le vittime sono state soccorse e le Unità ripongono le attrezzature prima di ripercorrere a ritroso il lungo tragitto. Saranno al campo alle 20.30 pronte per proseguire, con nuove prove, l'addestramento che si concluderà soltanto a notte fonda. |