DIARIO

Corrispondente Esercitazione
30 marzo 2003
19.16.32

(Scarperia) IL DEBRIEFING CONCLUSIVO - UNO SGUARDO OLTRE LA VERIFICA

Si è tenuto nella mattina, alla presenza dei volontari in addestramento e di "osservatori" di varie Misericordie provenienti da tutta Italia, il debriefing conclusivo della verifica. Nel corso della discussione lo staff organizzativo ha più volte sollecitato i presenti ad esprimere le loro valutazioni critiche tanto sulla organizzazione quanto sulla "filosofia" che ha animato la verifica traendone importanti suggerimenti che produrranno sicuramente benefiche correzioni per le edizioni future. In particolare, molti degli interventi hanno posto l'accento sul fatto che "non trattandosi di una manifestazione pubblicitaria", ma di un addestramento, va curata maggiormente la "riservatezza" delle prove, particolarmente difficili e complicate, in modo tale da garantire ai volontari "la possibilità di sbagliare nelle manovre senza compromettere la buona immagine delle Misericordie". Su questo tema, ossia la tradizionale capacità tecnica ed organizzativa della Protezione Civile delle Misericordie accumulata in anni di esperienza, e lo "sfruttamento pubblicitario" della sua immagine, vi è stata la presso che unanime convinzione che "non si debbano trasformare i volontari delle Misericordie in comparse di show televisivi" e che "l'immagine delle Misericordie si salva e si diffonde mostrando la serietà, l'umiltà e, soprattutto, l'identità del movimento". Accenni critici si sono levati sulla adozione da parte di qualcuno dei simboli del Dipartimento (il nuovo logo introdotto da Bertolaso) che non hanno alcuna giustificazione tecnica (perchè non rispettano la normativa internazionale sulla simbologia della Protezione Civile) nè organizzativa (perchè riguardano soltanto il personale del Dipartimento), ma rispondono soltanto ad una "volontà politica" di differenziarsi dal passato. Aprendosi il dibattito all'esame di aspetti più generali, Sergio Ripa ha avuto modo di chiarire lo scenario nazionale nel quale si muove la protezione civile delle MIsericordie. Paolo Diani, con il suo intervento, ha sintetizzato così le conclusioni del debriefing:

"La protezione civile, delle Misericordie, è stata fino a poco tempo fa, parafrasando un linguaggio politico, il quarto stato del Movimento. 
In questa attività si sono ritrovati insieme fratelli, sorelle, governatori, membri dei vari magistrati delle singole Misericordie, consiglieri nazionali, tutti a lavorare insieme come il popolo che rappresenta il suo potere: "
noi ci governiamo a popolo" ci ricordavano i fratelli di Prato nel 1700. 
Quindi a denti stretti, fuori dalla POLITICA del movimento, tutti insieme per raggiungere un obiettivo comune: la ripresa, la normalità, per dirla con le parole del poeta, per riportare, la quiete dopo la tempesta. 
Questo stare insieme e lavorare fianco a fianco sotto la direzione di un nuovo governatore e di un nuovo provveditore (Dirigente Responsabile Nazionale e Capo Campo) ha portato a riscoprire in molti casi l'essere fratelli della Misericordia, a conoscere ed apprezzare figure nuove. 
Nuove amicizie, nuovi punti di riferimento fra fratelli giunti da parti più diverse con un unico ideale.
Ci sono stati anche dei momenti di difficoltà perché non si conoscevano a fondo le regole dello stare insieme, dei regolamenti, e, chi più sapientello, chi più rambo di altri, ha avuto momenti di discussione, come crescita personale dello stare insieme, nel movimento.
La Protezione Civile delle Misericordie non è mai uscita dalla Misericordia, ma in questa ha alimentato le sue radici, prima e dopo la Conferenza Programmatica di Roma. 
L'esuberanza del Movimento, di queste forze, in buona parte giovani, ha dato al sistema, quella che nei nostri ambienti, abituati a ponderare, anche troppo, le nuove iniziative prima di farle decollare, sembrava sfuggire di mano ai Magistrati, ai Governatori, che vedevano nell'attività solo la parte delle spese senza coglierne i risvolti positivi del richiamo dei giovani, di formazione, di accrescimento nello stare insieme, non solo sulle cassapanche delle Misericordie per alcune ore o per giorni sporadici,ma per periodi più lunghi e in luoghi diversi, che cementano uno spirito in modo molto diverso dal quotidiano. 
Momenti e motivi per fare questo sono stati tanti. 
Con dei risultati, perfezionabili è stato detto più volte, oserei dire, se non buoni, almeno apprezzabili: senza questo spirito non sarebbe mai stata affrontata una operazione come Arcobaleno, non avremmo avuto le esperienze dell'Umbria e delle Marche, di Sarno, della Sicilia, delle varie alluvioni e delle calamità che ci hanno visto partecipi.
La creazione della Protezione Civile delle MISERICORDIE è stato il successo della Confederazione che ha fatto conoscere ed apprezzare il Movimento in tutte le sedi istituzionali e non solo. 
La creazione dell'immagine coordinata ha fatto, poi, conoscere le Misericordie. 
Ma quando un fiume in piena si cerca di incanalarlo e ricondurlo a seguire una strada che non è la sua, certo si ribella e trova non gli argini ma la pianura a riceverlo: questo è quanto sta succedendo.
La mancanza di sintonia con la Confederazione stessa, le ripetute dimissioni dei Direttori UGEM, il continuo cambiamento delle cariche interne, la mancanza di collegamento con le Misericordie stesse, il clientelismo nella scelta di nuovi collaboratori, la mancanza di dialogo con la base, sono oggi motivi di riflessione, perché portano la fratellanza a non sentirsi più omogenea.
L'accettare supinamente la caduta delle Ali di Mercurio, il caos creato nelle ultime emergenze, la mancanza di dibattito per andare avanti, il calare le decisioni dall'alto, quando tutto il Movimento è cresciuto e, attualmente si è formato, in una sola realtà; la mancanza assoluta di dibattito (nelle due ultime conferenze programmatiche si è assistito solo alle dimissioni dei Direttori) ingenerano malumori. 
A cosa sono servite le discussioni con il Dipartimento per non essere vestiti con la pettorina gialla in Albania, cosa le franche discussioni, con i suoi rappresentanti, per migliorarsi assieme fatte nelle varie emergenze, quando, uscito un nuovo stemma contestato da troppe parti, siamo stati fra i primi a recepirlo senza battere ciglio? 
Il voler regionalizzare la Protezione Civile, il cercare di perdere un ruolo nazionale e perché no internazionale, vista la presenza delle Misericordie nel mondo, ci porta verso le nuove frontiere di discussione.
Se le Regioni acquistano la loro autonomia, se le Province e i Comuni parlano di un loro piano di riferimento, noi dovremo essere presenti a tutti questi tavoli, parlare la nostra lingua in modo unitario, essere a pari dignità di rappresentanza di altre forze.
Senza scordarsi mai che essendo un movimento nazionale  dobbiamo essere presenti e rappresentati anche al centro, presso il Dipartimento e perché no un domani anche a Bruxelles presso la Commissione europea.
Quindi un motivo in più per selezionare persone disposte a  lavorare e a rappresentarci in tutte le sedi, dare loro una formazione unitaria che non si basi sul clientelismo  singolo o personale ma sul bene delle Misericordie."


Corrispondente Esercitazione
30 marzo 2003
07.15.19

(Scarperia) LE PROVE DI VERIFICA DELLA NOTTATA

La nottata è stata dedicata alla verifica sotto stress. Le unità che si sono sottoposte alla verifica si trovavano già in condizione di stanchezza a causa della intensa attività della giornata. alle 22.00 giunge la richiesta di intervento dal Circolo MCL di Sant'Agata nel quale è scoppiata una rissa fra glia avventori: uno di questi,sbattendo la testa sul pavimento, ha perso i sensi. La rissa si riaccende mentre la squadra dei soccorritori sta cercando di rianimare la vittima. Nel corso del tafferuglio spunta un coltello che colpisce un'altro avventore allo stomaco. Viene chiamata una nuova unità di soccorso che interviene in un clima fortemente ostile della popolazione che disturba in ogni modo la loro opera. La pressione esercitata sui volontari in verifica aveva lo scopo di far testare personalmente a ciascuno di essi il proprio grado  di lucidità e di autocontrollo. Al termine della prova si sono svolti i colloqui fra i singoli fratelli e l'organizzazione in modo da mettere in luce i rispettivi elementi di tensione, le reazioni ed il loro controllo. Le Unità sono state messe a riposo alle ore 02.00 di oggi.


Corrispondente Esercitazione
29 marzo 2003
21.33.06

(Scarperia) LE PROVE DI VERIFICA DELLA POMERIGGIO

Sono proseguite nel pomeriggio le prove di verifica dei volontari della Protezione Civile  che si stanno svolgendo a Scarperia. Di particolare rilievo e fortemente impegnative quelle che hanno riguardato il recupero di vittime dai piani alti difficilmente accessibili e che hanno richiesto l'uso di particolari barelle. Nel caso specifico la situazione è stata simulata nella garitta di una torretta antincendio che, per la sua conformazione, ha consentito di seguire tutte le fasi della verifica. Nella prova sono state impegnate unità y, WA e WB per verificare la capacità di coordinamento fra le diverse unità della catena di soccorso. Lo stesso dicasi nella verifica che ha interessato una unità Y ed una unità WB intervenuta in un incidente rurale dove era richiesta la rimozione di un trattore agricolo ed il trattamento delle vittime. Con l'imbrunire si è svolta la verifica che prevedeva il recupero in grotta. Le unità si sono cimentate in questa prova che per le condizioni ambientali inconsuete ha richiesto particolare attenzione agli aspetti della sicurezza.


Corrispondente Esercitazione
29 marzo 2003
12.28.00

(Scarperia) LE PROVE DI VERIFICA DELLA MATTINATA

Questa mattina la verifica di protezione civile che si sta svolgendo a Scarperia ha interessato tutte le squadre in addestramento. Alle 7.10 di stamani le unità sono state attivate nella ricerca di un disperso. L'unità giunta sul posto ha trovato la persona in grave stato confusionale apprendendo da questa della esistenza di un suo compagno in gravi condizioni di salute. Non riuscendo ad ottenere altre indicazioni è scattata una battuta nelle campagne alla quale hanno partecipato le altre unità. Alle ore 9.00 si è poi svolta la prova di evacuazione organizzata con la Scuola Media Statale. E' intervenuta una squadra cinofila. Alle ore 11.00 le unità sono state impegnate nel soccorso delle vittime di un incidente stradale complesso. Due auto si sono scontrate ed una di esse ha preso fuoco. Una delle vittime è stata sbalzata fuori dell'abitacolo, mentre altre tre vittime sono rimaste incastrate nell'altra auto. L'intervento ha richiesto lo spegnimento dell'auto incendiata e la estricazione dei passaggeri. Sono state impegnate unità tecniche antincendio ed unità sanitarie. Al termine delle prove si è tenuto il debriefing durante il quale sono stati evidenziati gli aspetti operativi che richiedono ulteriori approfondimenti ed addestramento da parte dei Fratelli. (Alle foto)


Corrispondente Esercitazione

(Scarperia) INIZIATE LE VERIFICHE PRATICHE PER I FRATELLI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Sono iniziate ieri sera alle 19.30 le verifiche pratiche di protezione civile che impegneranno fino a domenica prossima i volontari che nei mesi scorsi hanno sostenuto gli esami per il conseguimento del brevetto WB. Le prove effettuate nella nottata hanno avuto lo scopo di verificare la preparazione di base dei singoli fratelli e delle squadre, mettendo in luce alcuni elementi operativi che necessiteranno di ulteriori approfondimenti nei giorni della verifica. Oggi è in programma, fra molto altro, la evacuazione delle Scuole Medie di Scarperia dove i volontari si addestreranno nel lavoro congiunto con le squadre cinofile. (Nella sezione protezione civile/addestramento le foto)

 

 

 

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