AVVERTENZA: il presente documento non è copia della "relazione ufficiale" (che eventualmente sarà resa pubblica da chi di dovere)  nè la trascrizione stenografica di quanto pronunciato al microfono (ne fa fede l'omissione di tutte le parti relative all'annuncio delle dimissioni) bensì il resoconto di alcuni passi significativi della relazione di apertura di Mario Fredianelli sui quali riflettere. Lo scopo del presente documento è quello di fornire una traccia, quanto più esatta possibile (ma, purtroppo, forzatamente non esatta) dei documenti di base della discussione. 

"Care Sorelle e cari Fratelli, autorità intervenute
Nel salutarvi, desidero rinnovare il ringraziamento per aver partecipato a questo appuntamento della Conferenza Programmatica che è diventato uno degli appuntamenti tradizionali della Protezione Civile delle Misericordie.
E' la prima volta che mi trovo a svolgere la Relazione in queste vesti ed è la prima volta che ho l'occasione di incontrarvi tutti assieme come Direttore dell'UGEM:. 

Negli ultimi mesi , con parecchi di voi abbiamo avuto modo di sentirci spesso per telefono o di persona, abbiamo finalmente l'opportunità di andare oltre lo scambio di idee ristretto a poche persone e di confrontarci gli uni con gli altri in modo ampio e profondo.

Nel marzo scorso il Consiglio nazionale della confederazione ha ritenuto di affidarmi questo importante incarico dopo le dimissioni da direttore Ugem di Enrico Luchi annunciate proprio durante la scorsa conferenza programmatica a Roma.

Voglio ringraziare Enrico a nome mio personale ed a nome delle Misericordie per quanto ha fatto per il Volontariato delle Misericordie in protezione civile.

Dopo le dimissioni di Luchi si è aperto un lungo periodo per il passaggio delle consegne e tutto questo, come forse non si poteva evitare, può aver provocato un certo malumore nel movimento ed una diminuita sensazione di appartenenza alla organizzazione.

Ma vi è una cosa che voglio ricordare a me, come Direttore dell'UGEM, prima che agli altri: noi siamo membri attivi di questo Movimento non in nome delle persone, ma nel nome dei principi.

Se la fedeltà ai principi è salda, gli errori, le mancanze, le lentezze di ciascuno di noi sono facilmente rimediabili appellandoci al nostri spirito di servizio.

Io voglio che si sappia: se qualcuno avesse pensato all'inizio ad un mesto autunno per la nostra Organizzazione è mio preciso impegno quello di farlo ricredere invitando tutti a fare lealmente il proprio dovere.

Nell'aprire i lavori di questa IV Conferenza della Protezione Civile delle Misericordie vorrei partire dal fatto che siamo venuti a Bari per discutere tutti insieme sui temi che ci appassionano e che ci vedono impegnati come Fratelli di Misericordia, tanto nelle realtà locali, quanto negli organismi nazionali.

Può sembrare un banale appello alla unità, ma non è così. Noi qui rappresentiamo concretamente il fatto di essere una organizzazione nazionale.

Per noi questo va al di là della semplice scelta strategica od organizzativa.

Le Misericordie, quando ormai più di un secolo fa, decisero di unirsi in una Federazione chiusero gli Atti dell'Assemblea Costitutiva con una frase:
"Ricordiamoci che dopo la solenne proclamazione del principio della Federazione le gioie ed i dolori di uno solo dei nostri istituti sono davvero divenute le gioie ed i dolori comuni."

Ciò vuol dire che ovunque vi è una Misericordia lì vi è la disponibilità dell'intero movimento. La più piccola delle nostre Misericordie del più piccolo dei Comuni della periferia d'Italia sa che in caso di necessità può contare sulla capacità di mobilitazione di tutto il Movimento.

E' stato questo che ci ha consentito, durante il terremoto in Umbria e nelle Marche e la Missione Arcobaleno, di fare il nostro dovere.

Il trasferimento di competenze in materia di Protezione Civile dallo Stato centrale alle Regioni ha forse fatto pensare a qualcuno che si potesse trasferire automaticamente il meccanismo dello Stato alle associazioni di volontariato.Ma non vi può essere alcun trasferimento automatico. Le Misericordie, non offrono servizi di supplenza agli Organismi Pubblici, ma sussidio nell'aiutare la gente. Alcune Regioni stanno timidamente attrezzandosi per gestire la propria parte del Servizio di Protezione Civile, mentre a livello centrale sono ancora tangibili gli effetti dello sbandamento provocato dalla creazione della Agenzia Nazionale, prima, e dal suo repentino smantellamento, poi.

Tuttavia è certamente interesse della nostra Organizzazione che il processo di riorganizzazione dei poteri pubblici avvenga nel rispetto della efficienza operativa del sistema e delle prerogative di ciascuna delle sue componenti. 
E' per questo che l'UGEM ha iniziato ad indicare propri referenti agli uffici delle Regioni che si sono messe in cammino. Abbiamo segnalato i nostri referenti con due precisi obiettivi: collaborare affinché il sistema regionale si sviluppi in modo efficiente ed, in particolare, perché rispetti la nostra natura NAZIONALE di organizzazione.

Riconfermiamo qui la nostra leale e convinta collaborazione con le articolazioni dello Stato, una collaborazione che non è mai venuta meno neppure nei momenti difficili, nemmeno quando le rispettive valutazioni erano divergenti. Lo abbiamo fatto e lo faremo di nuovo in futuro senza rinunciare alla nostra identità ed alla nostra autonomia.

Vorrei, se mi pemettete, ritornare un passo indietro. E' solo cinque mesi che ho raccolto il testimone di Enrico e vi prego di credermi non senza timori per l'impegno che ne sarebbe scaturito ma con la certezza che avrei trovato nei componenti dell'UGEM e nelle Misericordie il necessario aiuto nello svolgimento dell'incarico.
In questi pochi mesi, non lo nascondo, sono state molte le difficoltà che ho incontrato e queste montagne mi sono apparse talvolta insormontabili ma nello stesso momento ho provato la forza e l'orgoglio di essere uno dei rappresentanti di un movimento come quello delle Misericordie. E' questo patrimonio che tutti noi siamo e rappresentiamo che abbiamo anche il dovere di difendere: quel patrimonio che viene dalla nostra storia ma anche dai nostri valori e che in ogni situazione, sia esercitativa sia nelle pubbliche calamità ci viene riconosciuta dalle Istituzioni.

Quando ero responsabile del pronto impiego, non comprendevo alcune scelte effettuate dall'allora direttore, ma ritenevo di doverle condividere in quanto pensavo che tali decisioni erano dettate da una più ampia visione delle problematiche a me sino a quel momento sconosciute. Oggi che sono diventato, mio malgrado, direttore, mi riesce più facile capirle, in quanto il direttore ogni giorno deve confrontarsi con tutte le raltà possibili ed immaginabili. Credetemi quando dico che le realtà italiane sono molto diverse l'una dall'altra. Ogni scelta che l'Ugem ed il sottoscritto opera.molto probabilmente vanno bene per una località ma non per l'altra. Questa è una difficoltà che il sottoscritto non avrebbe mai pensato di affrontare.
Nell'ultimo periodo L'ugem ed in particolare il sottoscritto è stato accusato di stasi, è stato accusato di non intervenire nelle ultime emergenze verificatesi nel nostro paese e non.
Ritengo che chi ha detto ciò o non è informato oppure ,cosa che non credo, sia in malafede. Il nostro compito principale , mio e dell'UGEM intero, è quello di aiutare la popolazione colpita da eventi naturali, non è certamente quello di scendere in campo tutti insieme solo per farci vedere. Se facessimo questo sprecheremo risorse e denaro. Le ultime emergenze verificatesi in Italia erano di tipo locale, ed il nostro compito era quello di informarci della situazione e renderci disponibili per eventuali supporti se ce ne fosse stato bisogno. Abbiamo comunque allertato anche unità fuori dalla zona colpita, ed in tutti i casi, vedasi Isola D'Elba, Palermo, etc., le Misericordie sono intervenute sempre. I nostri gruppi negli ultimi mesi sono stati impegnati in moltissime occasioni, oltre che nelle località di cui sopra, anche sulle autostrade italiane per soccorrerete gli automobilisti rimasti intrappolati per lunghe ore in code chilometriche; oppure sono intervenuti in soccorso alle popolazioni nei casi di evacuazione di interi paesi per il ritrovamento di ordigni bellici ed in altri casi che non sto a menzionare. 
Ritengo che l'Ugem abbia ben fatto a non intervenire in massa, come alcuni chiedono, anche perché questa scelta è stata avvalorata dalla realtà dei fatti.

Se è vero quanto sopra è anche vero che manca ancor oggi un contatto diretto con la base. L'ugem è visto, in parte a ragione, una entità lontana, distaccata dalla base, impossibile a raggiungere. L'impegno mio personale e dell'Ugem per il prossimo futuro, sarà quello di colmare questa mancanza. Già abbiamo iniziato programmando sin dalla prossima settimana alcuni incontri in ogni provincia al fine di verificare le difficoltà dei singoli gruppi, raccogliere proposte e sviluppare, ove non esistono ancora, i raggruppamenti.
Altre cose nel passato sono state fatte e sono la base per nuove iniziative. Vorrei ricordare che è di questo UGEM l'iniziativa di dare inizio ai corsi WB junior che tanto successo ha avuto nei due campi effettuati, Fiuggi e Alfero, e questo ci ha dato ancor maggior forza per organizzarne un altro a La Verna il prossimo mese di Ottobre, mentre è allo studio l'organizzazione di un altro in Sardegna nella prossima primavera.
Sono stati organizzati cordi di fomazione per quadri dirigenti, per operatori Som, per operatori di logistica ed altri.
Il movimento e L'Ugem non sono fermi, ma si stanno adoperando, sottraendo tempo al lavoro ed alle famiglie, affinché tutti insieme possiamo crescere.

Il dibattito che si svilupperà fra poco avrà questo come tema sottostante al dibattito sugli spunti di carattere più specificatamente tecnico ed operativo.
Le Relazioni dei Settori, che l'UGEM ha discusso nell'ultima riunione, hanno dunque il senso di un rinnovato appello alla partecipazione della base associativa, alla integrazione delle risorse dei gruppi e delle Unità.
Il mio invito, la mia speranza, anzi la mia certezza, è che a questo appello si risponda con il consueto entusiasmo dimostrandoci, una volta di più, Fratelli di Misericordia

(Mario Fredianelli)

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