Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia
Conferenza Programmatica della Protezione Civile

Campi Bisenzio 31 marzo - 2 aprile 2006


"Intervento di chiusura"

Francesca Rossi - Direttore U.G.E.M.


ROSSI: CHIUDIAMO LA CONFERENZA SENZA UN DOCUMENTO FINALE PERCHE' IL NOSTRO DIALOGO POSSA CONTINUARE


Cari Fratelli, Care Sorelle, 
è tradizione che le nostre Conferenze Programmatiche si chiudano con un documento finale nel quale vengono tracciate le linee guida per le attività del nostro Servizio nel Movimento.

Il risultato più atteso è stato l'unità
Questa Conferenza, che stiamo concludendo, ha già rotto con la tradizione che voleva che i rappresentanti delle istituzioni partecipassero alle nostre discussioni: abbiamo invece scelto di avere uno spazio tutto nostro, “da Confratelli e fra Confratelli” abbiamo detto, nel quale poterci confrontare dopo un periodo di faticosa rinascita.
Un percorso che, ci siamo detti in questi giorni, richiede ancora molti sforzi e molto impegno ma che ha già prodotto il risultato più atteso: la nostra unità.

I riconoscimenti
E’ stato uno sforzo collettivo che ha coinvolto i gruppi ed i raggruppamenti; uno sforzo che ha dovuto vincere prima di tutto l’incredulità di quanti non ritenevano fosse possibile ricostruire la capacità operativa, l’efficienza, il prestigio della nostra Protezione Civile dopo un così lungo periodo di stasi.
L’avere superato quelle difficoltà e l’essere tornati ad essere ciò che in questi giorni abbiamo dimostrato di essere, è motivo d’orgoglio per tutti i nostri Confratelli.
I riconoscimenti che ci sono venuti dalle istituzioni nazionali ed europee proprio nel corso delle nostre discussioni ci dicono che siamo sulla strada giusta, che poi è quella dell’unità: dell’unità fra coloro che si dedicano al Servizio di Protezione Civile, ma soprattutto dell’unità di questo Servizio nel Movimento.

Le polemiche che ci hanno sfiorato
In queste settimane siamo stati sfiorati dalle polemiche che si sono accese riguardo alla articolazione territoriale ed al decentramento delle decisioni: ne abbiamo parlato fra di noi anche in questi giorni.
Noi siamo uno dei Servizi del Movimento e l’UGEM, così come i raggruppamenti ed i gruppi sono solo la struttura tecnica necessaria al miglior svolgimento di quel servizio.
Vogliamo però ricordare che il Movimento, nel lontano 1994 alla Assemblea di Livorno, nell’approvare il nostro Regolamento, aveva già previsto la forma della nostra articolazione territoriale, in gruppi e raggruppamenti, anticipando così di molti anni quelle che poi sarebbero state le decisioni sul decentramento che hanno dato vita, per i livello “politico”, al Coordinamenti di Zona ed alle Conferenze Regionali.
E’ per questo che, assolvendo ad un impegno preso davanti al Presidente ed alla Assemblea dei Fratelli riuniti a Napoli, abbiamo provveduto ad elaborare quelle proposte di modifica dell’Allegato 9 al Regolamento che, tecnicamente, si sono rese necessarie dal mutare dei tempi.
Ne abbiamo discusso anche in questi giorni trovandovi conferma della intuizione organizzativa che ci ha consentito di crescere in questi anni.
Oggi quelle proposte sono state affidate alla valutazione della nostra Confermazione perché possano entrare a far parte, è la nostra speranza, della vita organizzativa del Movimento.

La rinuncia al documento finale per mantenere aperto il dialogo
E’ proprio per questo motivo, cari Fratelli e care Sorelle, che questa Conferenza si chiude con un nuovo strappo alla tradizione delle edizioni precedenti evitando di produrre un documento, che avrebbe assunto in questa occasione un vago sapore “politico” , ma affidando invece le conclusioni dei propri lavori a questo intervento.
Abbiamo voluto sottolineare, con questo gesto, la nostra volontà di evitare le occasioni polemiche, che pure ultimamente ci hanno sfiorato, per proporci semplicemente come organismo tecnico; la nostra volontà di rappresentare ovunque un segno di unione nel Movimento così come l’abbiamo dimostrata in questi giorni.

Il senso di unità nel Movimento
Proprio il grande senso di unità di cui voi, Fratelli e Sorelle, avete dato dimostrazione è la cosa che ha suscitato maggiore stupore e maggiore apprezzamento.
In questi giorni abbiamo ricevuto riconoscimenti importanti che abbiamo offerto all’intero Movimento.
Eppure il riconoscimento maggiore ci è venuto da quei molti Fratelli che ci hanno voluto venire a visitare, Governatori e Coordinatori, quando ci hanno detto, quasi fosse un passa-parola: “Qui respiriamo lo spirito della Misericordia”.
I nostri sforzi, dell’UGEM e dei Fratelli, non potevano essere meglio ricompensati.
Noi siamo un Servizio del Movimento, non una parte del Movimento.
E’ un sevizio che richiede conoscenze specifiche per le quali ci prepariamo e sosteniamo verifiche di abilitazione che vanno ad aggiungersi, non a sostituirsi, a quelle richieste per altri Servizi.
Per questo Servizio possiamo indossare una tuta di colore diverso da quella che indossiamo sulle ambulanze, ma non cambiamo nello spirito.
Prestiamo servizio ordinariamente nelle nostre Confraternite seguendo le indicazioni dei nostri Governatori: per questo ci risulta facile unirci per il Servizio con gli altri Fratelli di altre Confraternite seguendo le indicazioni del Presidente Confederale.

Una giovane divisa già carica di storia
E’ vero, siamo affezionati ai colori della nostra tutta perché ormai è un pezzo di storia delle Misericordie che è stato lasciato in eredità in varie parti del mondo: chi non ricorda l’origine delle divise dei Vigili del Fuoco russi del dopo Gorbaciov?
Ma è motivo di orgoglio non di divisione.
Orgoglio di essere Fratelli di Misericordia, non Fratelli di Misericordia “particolari”.
Noi non siamo nè ci sentiamo “particolari”: lo abbiamo ripetuto infinite volte in questi giorni.

Siamo Fratelli di Misericordia
Noi siamo Fratelli di Misericordia come gli altri e come gli altri ci sentiamo sottoposti al Governatore che abbiamo contribuito ad eleggere nella nostra Confraternita.
Così, di livello in livello, ci sentiamo compartecipi dei vari livelli nei quali il Movimento di articola.
Siamo un organismo tecnico.
Siamo una opportunità.
Non vogliamo essere altro.

Ecco perché al posto di un “documento” ci affidiamo a queste semplici conclusioni.
Semplici, non banali.
L’unità del Movimento non è mai banale anche se non sempre può essere semplice da raggiungersi e da mantenersi.
Il nostro gesto vuole augurarsi proprio questo obbiettivo.

Che Iddio Ne Renda Merito

Campi Bisenzio, 2 aprile 2006

Francesca Rossi

 

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