Aprile 1994 - Missioni Umanitarie in Bosnia e Croazia
L'esperienza delle missioni
precedenti consiglia le Misericordie d'Italia ad organizzare missioni umanitarie che
arrivino direttamente in zona di guerra consegnando gli aiuti umanitari nelle mani delle
popolazioni della ex-Yugoslavia.
La scelta operativa si annuncia carica di rischi: nei mesi immediatamente precedenti diversi carichi umanitari, anche sotto scorta militare, vengono attaccati da bande armate che provocano anche qualche morto fra i soccorritori.
Viene dunque
deciso di organizzare missioni leggere con carichi concentrati e con una assistenza
logistica ristretta.
Viene inoltre deciso di NON AVVALERSI DI SCORTE ARMATE per evitare fughe di notizie o di rendere troppo evidenti i carichi.
Gli obbiettivi, i tragitti, i programmi sono noti soltanto al Dirigente Responsabile della missione mentre i volontari degli equipaggi hanno a disposizione soltanto le istruzioni (carte, glossario, ecc.) necessarie per raggiungere, in caso di bisogno, le Forze O.N.U..
Il personale viene reclutato esclusivamente all'interno delle Unità U.S.P.I.M. che offrono un livello di specializzazione adeguato mentre la logistica è ridotta al minimo necessario.
Nell'aprile partono
così le missioni per MOSTAR, SPLIT, SIJBNIK.
Nonostante le precauzioni prese in due diverse occasioni le missioni delle Misericordie sono state oggetto di tiri di arma da fuoco che, fortunatamente, non hanno fatto danni né alle cose né alle persone.