Novembre 1999 - Crollo a Foggia

 

Il giorno 11 novembre, alle ore 3,15, si verifica il crollo di una palazzina a sei piani  in Via Giotto nel centro di Foggia .

Intervengono immediatamente, oltre le FF OO, le Misericordie di Castelluccio Valmaggiore, Orta Nova e Lucera che contribuiscono ad estrarre le prime vittime.

Il Dirigente Responsabile Gianfranco Gilardi è giunto sul posto alle ore 7,30 e recatosi in Prefettura ha dovuto constatare che non era stata predisposta alcuna struttura di coordinamento (nè C.C.S. nè C.O.M.) e che tutto era affidato alla sola buona volontà ed improvvisazione del personale.

Come avviene in questi casi il Dirigente Responsabile ha dovuto "imporre" la propria presenza ai sensi della L.N. 225/92 in contrasto con il parere del funzionario incaricato dalla locale Prefettura.

Nonostante ciò i volontari hanno potuto intervenire solo dopo molte ore, in collaborazione con i VVF, non senza ripetuti problemi con funzionari pubblici evidentemente poco avvezzi al coordinamento fra strutture operative di Protezione Civile.

Vengono fatte affluire anche squadre di soccoritori da  Serracapriola, Andria, Bisceglie, Bgo Mezzanone  e vengono allertate quelle della provincia di Bari e del Molise  per gli eventuali avvicendamenti.

Ancora difficoltà presso gli Ospedali Riuniti che non sembra sia in grado di gestire la aumentata quantità di risorse disponibili per i soccorsi fatta affluire dalle Misericordie sul luogo della tragedia: di fatto molti equipaggi rimangono a lungo inutilizzati per mancanza di direttive.

Nonostante le difficoltà frapposte dalla burocrazia e dal tipo di gestione dell'intervento (che si è protratto non considerando le necessità di coordinamento imposte dalla L.N. 225/92) con le conseguenti perdite di tempo, i volontari delle Misericordie non hanno mai lasciato il posto loro assegnato dal loro Dirigente Responsabile consapevoli di essere al servizio del prossimo sofferente, disponibili a partecipare attivamente al coordinamento dei soccorsi assieme alle istituzioni nei limiti e negli ambiti delle rispettive competenze, ma egualmente determinati a difendere la loro natura di "associazione di liberi cittadini" che volontariamente decidono di dedicare il proprio tempo e la propria esperienza alla gente.

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