Giugno 1996 - Alluvione in Versilia

In piena stagione estiva, una intensissima pioggia provoca frane, allagamenti e crolli di case sia lungo in versante apuano dei fiumi Vezza e Serra sia nel versante garfagnino.

Il fenomeno è improvviso e disastroso (tanto da diventare oggetto di studio), colpisce senza preavviso, nelle loro case, intere famiglie.

Cardoso, Fornovolasco, Stazzema e Seravezza divengono immediatamente e tristemente noti come vittime del fenomeno detto "FLASH FLOOD" (Piena Improvvisa).

La viabilità, tutta di fondovalle, è completamente sconvolta ed annientata in più punti rendendo impossibile l'intervento dei mezzi meccanici.

Cardoso, in particolare, viene quasi completamente distrutto e rimane isolato per molte ore successive all'ondata.

 Le Misericordie della zona investita dall'ondata intervengono immediatamente per prestare i primi soccorsi.

Contemporaneamente viene attivata la Sala Operativa Misericordie nazionale che sulla base delle notizie provenienti dalla zona provvede ad indirizzare le forze inviate da altre aree.

In particolare, vista la natura dell'evento ed ottenuta la conferma sulla sua estensione dal Dipartimento di Protezione Civile di Roma, vengono inviate in zona le Unità Y (Unità di Salvataggio), le Unità WA (Unità di Evacuazione) e le Unità G (Unità Logistiche).

Le Unità Y e WA vengono impiegate per raggiungere le località isolate non diversamente raggiungibili, mentre le Unità G iniziano l'opera di sgombero delle macerie e del fango.

Contemporaneamente i Nuclei S.O.M. ed Amministrativo, inviati dalla Sala Operativa nazionale delle Misericordie, allestiscono il Centro Operativo nella Scuola Media di Querceta (Seravezza).

L'Amministrazione Comunale assicura piena e totale collaborazione ai soccorritori che verrà testimoniata dalla costituzione e dal funzionamento del C.O.M. presso la stessa Scuola Media dove i volontari delle Misericordie possono dare ottima prova della professionalità raggiunta.

La distruzione pressoché totale di alcune frazioni non consente la rapidità del ripristino delle condizioni preesistenti il disastro, ma dopo una settimana gli esercizi commerciali riescono a riprendere la loro attività dando un segno tangibile di ripresa.

La positiva gestione dell'emergenza è tale che l'esperienza da il nome ad un modello organizzativo (il "Modello Versilia" appunto) che viene unanimemente riconosciuto come la migliore applicazione del "Metodo Augustus" predisposto dal Dipartimento di Protezione Civile.
Tutt'oggi l'esperienza rimane oggetto di studio e di formazione nel campo della protezione civile.

Nella zona, nel corso dei 45 giorni di intervento, i volontari delle Misericordie supereranno le 2.000 unità.
Il loro impegno non si fermò al momento dei soccorsi:
nel settembre successivo ebbe inizio l'imponente "OPERAZIONE VERSILIA"

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