Settembre 1996 - Operazione Versilia
I soccorritori intervenuti
nel corso della Alluvione in Versilia decidono unanimemente di rinunciare alla sessione
addestrativa autunnale (che si sarebbe dovuta tenere a Livorno) per impegnarsi nella
ricostruzione dei paesi colpiti.
Nasce così l' "OPERAZIONE VERSILIA" che segna una autentica novità nel panorama italiano: Il volontariato si impegna massicciamente nella ricostruzione dopo essere intervenuto da protagonista nella fase di emergenza.
L'"OPERAZIONE
VERSILIA" porta con se una sfida che i volontari delle Misericordie lanciano a se
stessi ed alla loro organizzazione: restaurare e ripristinare 7 obbiettivi (Chiese,
Comuni, Monumenti, località) completando il lavoro assegnato entro 48 ore dall'inizio
della attività programmata.
Si tratta di una
vera e propria "impresa" che mette a dura prova l'intera organizzazione: i
cantieri devono lavorare ininterrottamente per 48 ore e ciò vuole dire che devono essere
assicurati collegamenti radio stabili, che i cantieri devono essere riforniti dei
materiali che via via vengono adoperati o consumati, che devono essere stabiliti turni
ferrei per l'avvicendamento del personale.
Vengono costituiti così tre campi base in cui sono ospitati oltre 2.000 volontari, le loro attrezzature ed i loro mezzi: da qui partono per il loro turno e qui ritornano al termine del loro lavoro.
Assieme ai Campi
viene allestita una mensa, un Centro Operativo, magazzini, centrali di comunicazione.
E' una macchina complessa dove ciascun volontario ha il proprio ruolo, il proprio compito, il proprio obbiettivo.
Avviene così che
nel progredire del lavoro programmato, gruppi di volontari individuino nuovi obbiettivi
possibili da realizzare nel ristretto spazio di tempo assegnato: agli iniziali 7 cantieri,
al termine dell'operazione, se ne saranno aggiunti altrettanti.
Il
Sottosegretario alla Protezione Civile, Franco Barberi, in visita ai cantieri la sera
prima del termine per la consegna dei lavori, vede ancora i ponteggi montati ed i
volontari al lavoro. Soltanto tre ore dopo, facendo un nuovo sopralluogo prima di
ritirarsi in albergo, trova gli stessi cantieri sgombri da impalcature con i volontari
intenti a ripulire in vista della inaugurazione nella mattina successiva: qualche
volontario si ricorda ancora della sorpresa e della commozione del Sottosegretario.
I circa 2.000
volontari delle Misericordie, riescono così a restaurare: Il duomo di Seravezza, la
chiesa di Ruosina, la chiesetta di Poggio al Vento, il cimitero di Cardoso, la chiesa di
Cardoso, il Comune di Stazzema, la scuola di Querceta, ripuliscono l'alveo del fiume Vezza
e del fiume Serra, recuperano un percorso pedonale fluviale dimenticato e riportato alla
luce dalla alluvione, disboscano le pendici a pericolo di frana.
L'inaugurazione dei monumenti restaurati nelle precedenti 48 ore, viene effettuata come previsto nella Piazza principale di Seravezza alla presenza delle autorità civili e militari, ma soprattutto alla presenza dei 2.000 volontari orgogliosi di aver vinto la loro sfida.